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I laureati alla Politecnica?
Più giovani e meglio pagati della media

ISTRUZIONE - Da quanto emerge dal Bilancio sociale e Supplemento di genere presentati stamattina, l'UnivPm mantiene la sua vocazione finalizzata alla ricerca e alla didattica, verso cui va la maggior parte delle risorse
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Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi

 

 

I laureati all’Università Politecnica delle Marche hanno un’ottima età media di 25,3 anni, un tasso di occupazione più alto della media nazionale (91,9% contro l’86,6% registrato nel Belpaese) e guadagnano di più dei colleghi di altri atenei in giro per l’Italia (1.506 euro netti mensili a fronte di una media di 1.410 euro). Numeri che confermano la capacità dell’Ateneo di formare sempre più studenti che al termine degli studi trovano impieghi di ottima qualità e ben retribuiti. Sono solo alcuni dei dati tracciati dal Bilancio Sociale e Supplemento di Genere presentati oggi alla Politecnica, da cui emerge anche come la disparità di genere nell’occupazione e nella retribuzione si faccia sentire meno qui che altrove: le laureate UnivPM hanno un tasso di occupazione del 77% contro l’82% dei colleghi maschi. Il bilancio sociale, grazie ai numeri e ai dati esposti, fotografa complessivamente le attività che l’ateneo mette in atto sul territorio e «l’Università pubblica, più di ogni altra istituzione, deve guidare un processo d’integrazione fondato sulla condivisione del sapere per progettare un futuro di prosperità e pace – ha detto il Rettore Sauro Longhi –. L’obiettivo è formare persone, con elevati contenuti di conoscenza e ricchezza culturale, capaci di inserirsi e relazionarsi in un ambiente in continuo mutamento. Il Bilancio Sociale è per noi uno strumento per farci conoscere dalle diverse categorie di portatori di interesse e per mettere le loro attese sempre più al centro delle nostre scelte strategiche ed operative».
Il Supplemento di Genere, invece, ha la finalità di leggere quanto riportato nel Bilancio sociale in ottica di parità dei sessi. «Il bilancio sociale e il supplemento di genere – ha detto l’assessore comunale, Paolo Marasca − sono due strumenti fondamentali per migliorare il territorio e il mondo in cui viviamo. La grande scommessa di oggi è dimostrare che ci sono possibilità ai giovani». Il numero complessivo degli studenti iscritti ai corsi di studio nell’a.a. 2017/2018 è pari a 16.886 unità e il 66% degli studenti iscritti è «in corso».

Nel 2017, la quota dei laureati entro la durata normale dei corsi di studio si attesta al 50%, in crescita rispetto agli anni precedenti ed in linea con la media italiana.
Le tre principali missioni della Politecnica sono la valorizzazione della ricerca e della qualità della didattica nonché il trasferimento di conoscenza e innovazione sul territorio con un chiaro impegno a sensibilizzare la società sul valore della cultura universitaria.
Sotto l’aspetto economico, le risorse (oltre 136 milioni di euro) sono utilizzate nello svolgimento delle attività istituzionali e di supporto: Didattica (34%) e Ricerca (34%), a cui è destinata la quota maggiore, Tutela della Salute (19%), internazionalizzazione (2%) e servizi di supporto alle missioni principali (11%).
Nel 2017, l’Ateneo ha stanziato 4,8 milioni di euro destinati alla realizzazione della ricerca scientifica e dei progetti ritenuti strategici. Significativi, sono inoltre i fondi attratti partecipando a bandi competitivi Europei e internazionali (circa 3 milioni) e stipulando convenzioni con Enti privati e pubblici (circa 3 milioni).
La positiva valutazione della qualità della ricerca è sottolineata anche dal fatto che ben 8 dei 12 Dipartimenti dell’UnivPM sono stati giudicati di eccellenza nella qualità della ricerca e nella progettualità scientifica, organizzativa e didattica.
Con riferimento alla Terza Missione, le attività con cui l’Ateneo contribuisce a trasferire conoscenze, tecnologie e innovazione nel territorio e nel sistema socio-economico sono molteplici. A riguardo, si segnala che lo storico dei depositi dei brevetti e delle nuove varietà vegetali ha raggiunto un totale di 77 titoli depositati e gestiti nel corso del tempo e che il 2017, con la costituzione di 4 nuovi spin-off, ha visto il numero totale degli spin-off costituiti raggiungere quota 50. L’Ateneo è inoltre un protagonista della sanità regionale.

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