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Maxi furto griffato da Gisa,
100mila euro di danni

CHIARAVALLE - I ladri hanno segato una saracinesca e divelto una vetrina per rubare pellicce, borse e scarpe griffati
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Maxi furto, il terzo quest’anno, da Gisa Boutique.

 

di Talita Frezzi

Sono tornati i ladri alla boutique Gisa, per la terza volta in un anno. Ed è paura a Chiaravalle e in tutta la Vallesina per la recrudescenza del fenomeno dei furti ai danni di aziende, abitazioni private ed esercizi commerciali cui si sta assistendo negli ultimi mesi nonostante i controlli delle forze dell’ordine.
Ignoti sono entrati in azione nella notte tra lunedì e martedì, presumibilmente tra le 3 e le 4. Hanno preso di mira la nota boutique di via Rosselli 39, alle porte della città di Maria Montessori. Erano in tre, forse addirittura quattro persone. Hanno agito a volto travisato, velocemente perché nel frattempo era scattato l’allarme. «Hanno segato una delle saracinesche e poi spaccato una delle vetrine dell’esposizione degli abiti da donna − dice il titolare Toni Tanfani − forse hanno usato un frullino elettrico, una volta all’interno, essendo scattato l’allarme, hanno portato via tutto quello che era esposto in vetrina: pellicce, scarpe, maglie e borse di note e costose griffe».
Un raid veloce, hanno caricato la merce su un furgone a bordo del quale si sono allontanati a gran velocità. Intanto sono intervenuti i vigilantes della Vedetta2 Mondialpol che hanno allertato i carabinieri.

Il danno stimato – tra la merce rubata e i danni strutturali alla boutique Gisa – si aggira sui 100.000 euro, per fortuna coperti da assicurazione. Ma è una prima stima. Le indagini sono condotte dai carabinieri, cui sono stati consegnati i filmati delle telecamere.
Quello messo a segno la notte scorsa è il terzo furto in appena un anno. L’altro, il 7 luglio, che aveva fruttato ai banditi un bottino di circa 70.000 euro tra abiti, scarpe e borse. Quello più consistente, a maggio, quando i banditi avevano disinnescato l’allarme e svuotato il magazzino, portando via merce per un valore di 325.000 euro. In quell’occasione uno dei componenti della banda era stato intercettato in autostrada a Forlì su un mezzo rubato e carico di refurtiva, che poi è stata recuperata e restituita. «Stavolta è andata meglio perché non hanno avuto il tempo di finire di ripulire la boutique − conclude Tanfani − ma ci sentiamo a terra, perché viviamo un momento di profonda insicurezza, i controlli sono insufficienti e anche le telecamere comunali dovrebbero essere di più per coprire meglio il territorio ed essere d’aiuto alle indagini».

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