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«Promesse non mantenute»,
i medici si preparano ad un nuovo sciopero

SANITÀ - Dopo la mobilitazione dello scorso 23 novembre, il sindacato dei medici Anaao Assomed proclama altre due giornate di agitazione, la prima il 25 gennaio ed un'altra nel mese di febbraio. Il segretario Mercante: «Le nostre richieste disattese da anni. Chiediamo anche lo sblocco del turnover, nei prossimi cinque anni il 40% dei medici del Sistema sanitario pubblico delle Marche andrà in pensione»
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Un’immagine dello sciopero dei medici dello scorso 23 novembre

 

Il segretario regionale di Anaao-Assomed Marche, Oriano Mercante

 

 

Medici e dirigenti tornano in piazza il 25 gennaio. Annunciate dall’Anaao Assomed Marche altre due giornate di sciopero – oltre alla mobilitazione di gennaio un’altra è in calendario per febbraio – dopo quella dello scorso 23 novembre che sembrava aver sortito effetti positivi. Sembrava, appunto. Perché «Tutte le promesse fatte sono state disattese − afferma il segretario regionale di Anaao Assomed Marche, Oriano Mercante −. Ci mobilitiamo per la sanità pubblica e per la dignità del lavoro. Il timore che si spendessero parole di rassicurazione senza che ad esse seguissero i fatti era concreto e purtroppo siamo stati buoni profeti anche se non era difficile immaginarlo. Le rivendicazioni sono le stesse ormai da anni».

Ancora una volta le sigle sindacali unite di medici, veterinari e dirigenti sanitari alzeranno la voce anche a livello locale per chiedere un adeguato finanziamento del sistema sanitario pubblico e il rinnovo del contratto di lavoro. «Inoltre – insiste Mercante – chiederemo la cancellazione dell’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità fissato al dato 2004 dell’1,4%, per facilitare il turnover del personale aprendo finalmente una stagione di assunzioni del Sistema sanitario nazionale in grado di far fronte nei prossimi 5 anni al pensionamento del 40% dei medici, veterinari e dirigenti sanitari completando il percorso di stabilizzazione dei precari avviata con la legge Madia». Stando ai dati forniti da una nota del sindacato dei medici, sono 151 i dirigenti medici e 40 i dirigenti sanitari che operano nella sanità pubblica nelle Marche che acquisiranno il diritto di andare in pensione con Quota 100 o comunque nel breve periodo. In Italia il totale di 4.723 dirigenti medici e 919 dirigenti Sanitari. «Il Servizio sanitario nazionale − spiega Mercante − perderebbe in poco tempo gran parte delle professionalità più esperte senza possibilità di sostituirle per mancanza di fondi creando vuoti di organico. Di ottimismo ormai non si parla più. Siamo oggetto di rimpalli di responsabilità politica tra le forze che hanno governato prima e quelle che governano oggi. Noi siamo apartitici e comunque è chiaro che cambiando il colore il risultato non cambia. Sciopereremo, saremo precettati perché poi siamo indispensabili ed il servizio va garantito − conclude Mercante −, ma la sanità pubblica ne uscirà impoverita e mortificata nonostante gli slogan e le parole di circostanze che onestamente sono ormai insopportabili».

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