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Isole spartitraffico all’incrocio
dove morì Michele Scarponi

FILOTTRANO - "Ora gli automobilisti, che provengono da Jesi, sono costretti a fermarsi prima di immettersi in via Schiavoni e non possono più ‘tagliare’ come prima" osserva e ringrazia la Fondazione intitolata al campione di ciclismo che sostiene una campagna di sensibilizzazione a tutela di chi pedala in strada
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Le isole sparti traffico montate all’incrocio tra via Schiavoni e l’ex Ss 362 a Filottrano sul luogo dove morì Michele Scarponi

Due isole spartitraffico da due giorni dividono le tre corsie che congiungono via Schiavoni con l’ex Ss 362 di Filottrano. In quell’incrocio, il 22 aprile 2017, ha perso la vita il campione di ciclismo Michele Scarponi, travolto da un mezzo. “Oggi gli automobilisti, che provengono da Jesi, sono costretti a fermarsi prima di immettersi in via Schiavoni e non possono più ‘tagliare’ come prima. In quell’incrocio Michele è stato investito e ucciso – ricorda la Fondazione Michele Scarponi che sostiene una campagna di sensibilizzazione a tutela di chi pedala in strada – Quelle aiuole non c’erano. Prima di lui un altro ciclista fu investito allo stesso modo, nello stesso punto. Ma per fortuna ancora può raccontarla. Questo è un segnale positivo e perciò ringraziamo l’ Amministrazione di Filottrano, che ha messo in sicurezza quel tratto. Ora sta a chi guida rispettare sempre di più le regole. La vita. Non sappiamo quante vite si possono salvare sulla strada se interveniamo in maniera idonea, ma sappiamo quante vite non riusciamo a salvare se restiamo fermi a guardare. O a fare finta di guardare. Ogni giorno sulla strada bisogna sensibilizzare, mettere in sicurezza e controllare. Chi ha il dovere di farlo non puo’ trovare scuse. Non ci sono alternative finché continueremo ad usare le auto, i furgoni e i camion con questo ritmo e con questa violenza”.

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