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“Il silenzio” per l’ultimo saluto
a Bruno Brunori, imprenditore e partigiano

JESI - Oggi pomeriggio l'ultimo commosso saluto al Cittadino e imprenditore jesino morto all'età di 86 anni
mercoledì 2 Gennaio 2019 - Ore 21:04
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Il feretro di Bruno Brunori all’uscita dalla chiesa di San Giuseppe.

di Talita Frezzi

Il feretro coperto di rose bianche e rosse, le note de “Il Silenzio” suonate alla tromba dal maestro David Uncini e una folla commossa  e numerosa a salutare, oggi pomeriggio, alla chiesa di San Giuseppe, il Cittadino Bruno Brunori. L’imprenditore jesino, ex consigliere comunale, politico e libero pensatore, si è spento il 30 dicembre scorso all’età di 86 anni. C’era anche il sindaco Massimo Bacci oggi, all’ultimo saluto nella grande chiesa di San Giuseppe, la chiesa del suo quartiere, gremita di amici e parenti, dipendenti e famiglie che gli sono state grate per aver dato, nel corso della sua carriera di imprenditore, lavoro a centinaia di dipendenti. Proprio il suo grande impegno, la devozione al lavoro e al “bene comune”, sono stati ricordati da don Giuseppe Quagliani, “l’amico prete” che per la cerimonia funebre di Brunori ha officiato il rito al posto di don Giuliano Fiorentini, reggente di San Giuseppe. Bruno avrebbe voluto così.

Bruno Brunori

Una vita dedita al lavoro, alla politica e alla sua città amatissima. Bruno Brunori, di cuore mazziniano e  partigiano, ha dato voce alle proteste e alle sue attente riflessioni sui cambiamenti socio-politici di Jesi attraverso le pagine de “Il Cittadino” e “Il Nuovo cittadino”, periodico politico di cui era editore. Un giornalino che da oltre 23 anni scandiva vizi e virtù della sua città. Importante anche la pagina della sua vita dedicata al lavoro: ha dato vita ad aziende vinicole, di informatica, di refrigerazione e meccanica pura. Già amministratore unico della Extrafond srl di via Sabbioni, azienda storica che si occupa di fusioni in ghisa; della Nuova Sjat srl leader internazionale nel settore delle macchine movimento terra; socio fondatore di InformaticaCentro e dell’immobiliare Hermes, è riuscito a mantenere il posto di lavoro a un centinaio di persone.

Stretti alla moglie Maria Zampetti, alle figlie Giuseppina, Paola e Roberta, i nipoti Giorgia, Giammarco, Lucrezia, Emiliano, Lavinia e la pronipote Emma, tanti parenti e amici. Qualcuno, ricordando la profonda fede repubblicana della famiglia Brunori ha appoggiato all’esterno della chiesa una bandiera della brigata Giustizia e Libertà. Poi il feretro ha mosso verso il cimitero comunale per la tumulazione.

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