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Resti di un piede umano:
macabra scoperta
alla foce del torrente

SAN BENEDETTO - A pochi metri di distanza il 18 novembre dal mare affiorò ciò che restava di uno scheletro umano, riconducibile a un trans brasiliano scomparso a luglio da Marina di Montemarciano. Allarme lanciato da un passante. Sul posto poliziotti del Commissariato e personale della Capitaneria di Porto
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Potrebbe appartenere alla stessa persona quel che resta di un piede umano all’interno di una scarpa. La macabra scoperta, a distanza di due mesi, è avvenuta a San Benedetto, e anche stavolta all’altezza della foce del torrente Ragnola. E’ lì che un passante che stava passeggiando sul lungomare ha notato una scarpa da donna. Qualcosa evidentemente non lo ha convinto e sul posto, subito allertata, sono arrivati i poliziotti del locale Commissariato. Ancora è presto per dirlo, ma i resti del piede umano potrebbero appartenere alla stessa persona di cui venne rinvenuto parte dello scheletro. Era il 18 novembre quando alcuni runners che correvano sulla battigia lanciarono l’allarme, proprio a pochi metri dal ritrovamento odierno. Sul posto è intervenuto anche personale della Capitaneria di Porto, proprio come l’altra volta.

Evidentemente le mareggiate che si sono susseguite negli ultimi mesi hanno restituito alcune parti di un corpo che – in seguito agli esami che vennero effettuati nei giorni seguenti al primo ritrovamento – poteva essere riconducibile a una persona scomparsa a Marina di Montemarciano. Cioè un 40enne trans brasiliano che si faceva chiamare Camilla, di cui si erano le tracce dal mese di luglio. Anche i resti trovati oggi sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale in attesa di esami e ulteriori accertamenti.

Lo scheletro affiorato in mare potrebbe essere quello di “Camilla”, quarantenne trans brasiliano

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