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Sentiero Fonte-Scalaccia,
il proprietario della villa ci riprova:
proposta la variante allo stradello pubblico

ANCONA - Dopo la sconfitta davanti al Consiglio di Stato e la demolizione delle colonnine in cemento su cui Balsano avrebbe voluto montare un cancello, il professore propone al Parco del Conero un percorso alternativo che realizzerebbe a sue spese per evitare il passaggio di escursionisti e turisti accanto alla sua abitazione. Favorevole alla pratica il commissario dell'Ente, Piazzini. Furiose le associazioni ambientaliste
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Le colonnine presenti fino a febbraio scorso ai bordi del sentiero

 

di Giampaolo Milzi

A pensar male qualche volta ci si prende, per dirla con alcune associazioni ambientaliste a proposito della “riesplosione” a sorpresa della querelle del sentiero Della Fonte/Scalaccia lungo la falesia di Pietralacroce. Persa la lunghissima battaglia ingaggiata di fronte alla Giustizia amministrativa, infatti, il professor Francesco Balsano, non si è rassegnato a tollerare il passaggio di escursionisti e amanti della natura lungo il tratto dello stradello che passa proprio accanto alla sua bella ed elegante villa. E già dall’aprile 2018 – ma si è saputo solo qualche giorno fa – tramite suoi emissari e familiari (in quanto risiede a Roma) ha incontrato e contattato il commissario del Parco del Conero e alcuni funzionari dell’Ente proponendo una soluzione per la realizzazione di una variante di questo percorso pubblico nel verde incontaminato e protetto tale da bypassare il terreno in cui sorge la sua dimora di villeggiatura e garantirgli così il diritto alla massima privacy. Proposta che il commissario dell’ente Parco, architetto Maurizio Piazzini sta considerando con attenzione ipotizzandone un avallo. Qualora fosse accolta “sarebbe un vero colpo di scena, dopo la netta vittoria del Parco, che trascurerebbe il pronunciamento del Consiglio di Stato e la manifestazione di associazioni e cittadini che da sempre hanno fruito di quel tracciato”, si leggeva in una nota stampa diramata il 14 gennaio scorso congiuntamente da Comitato Mare Libero, Circolo Il Pungitopo di Legambiente, Italia Nostra Ancona e Mezzavalle Libera. La manifestazione alla quale si riferisce la nota è la marcia che il 12 maggio 2013 vide protagoniste 500 persone che, rispondendo all’appello di 12 associazioni, percorsero il sentiero Della Fonte auspicando che lo stesso rimanesse “inviolato in qualità di patrimonio di tutti”. All’epoca della manifestazione la questione era già particolarmente calda. Già nel 2009 Balsano aveva fatto realizzare due colonnine con una elettro-cabina funzionali al montaggio di un cancello per lo sbarramento del viottolo. Oltre a montare un gazebo-pergolato in legno, un impianto luci, un marciapiede e ad altre piccole opere difformi dal progetto originario di rifacimento e risistemazione della ex casa colonica trasformata in villa e immediati dintorni. Interventi considerati atti di “pirateria edilizia” dal Comune e dal Parco, tanto che Balsamo si era visto bocciare dal primo ente una richiesta di sanatoria e negare dal secondo i nulla osta paesaggistici. Il professore romano era quindi ricorso al Tribunale amministrativo delle Marche (Tar), che però l’8 maggio del 2015 gli aveva dato torto. E nel maggio 2016, in secondo grado di giudizio, gli aveva dato torto anche la sentenza del Consiglio di Stato. Perché, sintetizzando la motivazione del pronunciamento, le colonnine funzionali al cancello e le altre opere del contenzioso erano state eseguite da Balsano in difformità dagli atti autorizzativi (permesso di costruire) ottenuti dall’amministrazione municipale di Ancona nel 2004. Vittoriose dunque nella causa le controparti, Comune ed ente Parco.

Un’immagine della manifestazione del 12 maggio 2013, quando oltre 500 persone percorsero lo stradello per protestare contro il rischio privatizzazione

Tornando all’oggi, ecco come si delinea la controffensiva del proprietario della villa, volta ad aggirare la sconfitta giudiziaria, tramite la variante dell’eco-itinerario. I tecnici di Balsano hanno fatto pervenire all’ente Parco una bozza di cui non si conoscono i dettagli, in cui si auspica la realizzazione di un nuovo tratto di sentiero. Come potrebbe essere il percorso: deviazione sulla destra, scendendo lungo il sentiero della Fonte, poco prima della villa; superamento verso l’alto di un dislivello di una decina di metri; prosecuzione per 150-200 metri in parallelo allo stradello madre; ricongiunzione con lo stesso all’altezza di un incrocio. A questo punto l’escursionista potrebbe scendere verso sinistra in direzione Scalaccia percorrendo un altro viottolo che diparte dall’incrocio. Oppure tornare a proseguire nello stradello originario fino a un punto dove esisteva una piccola piattaforma panoramica sul mare e le rocce per proseguire verso il basso sempre in direzione Scalaccia.
La posizione di favorevole apertura alla variante espressa dal commissario del Parco, Piazzini: «Sono davvero stupito dell’accesa protesta delle associazioni ambientaliste. L’ipotesi che stiamo esaminando ottiene un doppio risultato: da un lato il nuovo tracciato-variante garantisce la privacy del proprietario della villa; dall’altro non ostacola affatto la pubblica fruizione dell’importante stradello n° 13, che resterebbe precluso solo per un breve tratto». Di più. «La situazione migliorerebbe, dal punto di vista della valorizzazione di questa area a tutela naturalistica, perché Balsano, in caso di via libera alla variante, si impegna anche a ripristinare la piattaforma panoramica una volta presente sul ciglio della falesia. E tutti i lavori sarebbero finanziati dallo stesso Balsano».
Una posizione d’apertura, quella del commissario – va sottolineato – preliminare. «Siamo in fase d’istruttoria. I tecnici di Balsano stanno redigendo una valutazione d’incidenza per la valutazione di eventuali danni ambientali, che poi sarà esaminata dal mio staff prima dell’autorizzazione». E le associazioni ambientaliste? «Non capisco questa loro lotta all’ultimo sangue, qui si tratta di buon senso, le abbiamo invitate ad un incontro, ci si può accordare». Invito rispedito al mittente dalle associazioni. «Non andremo ad alcun incontro. La nostra posizione è chiaramente espressa nella nota stampa del 14 gennaio − spiega Gilberto Stacchiotti, che quella nota l’ha scritta, ex presidente dell’ente Parco −. Variante migliorativa? L’impatto ambientale negativo ci sarebbe sicuramente, il bypass attraverserebbe un’area dove fioriscono le orchidee e ricordiamoci che siamo in area Parco del Conero, in una zona di riserva naturale orientata». E ancora: «La normativa del Parco prevede modifiche alla sentieristica solo se minime e finalizzate al conseguimento delle migliori condizioni di accessibilità e fruibilità per tutti i tipi di utenza, collegandole quindi a motivi di sicurezza, fruibilità e gestione. E la variante prospettata è una modifica rilevante, che metterebbe in discussione diritti di fruibilità pubblica già conclamati da una sentenza definitiva del Consiglio di Stato. Anche per noi quindi il caso è chiuso. E speriamo che sarà il nuovo Comitato direttivo del Parco, che auspichiamo sia nominato al più presto, con relativa cessazione del commissariamento, a bocciare l’ipotesi di variante e la chiusura di un tratto del sentiero della Fonte. Qualora ciò non accadesse, si tratterebbe di un pericolosissimo precedente, che avallerebbe la possibile svendita ad altri privati dei diritti della collettività a godere pienamente del nostro patrimonio ambientale tutelato». Va ricordato che la stessa sentenza del Consiglio di Stato aveva in sostanza stabilito che l’interesse della collettività deve prevalere su quello del privato Balsano e “che è certo che il tracciato del sentiero (della Fonte/Scalaccia, ndr.) esiste da tempo immemorabile ed è sottoposto alle disposizioni del Parco volte a salvaguardare paesaggio e ambiente, oltre alla piena fruibilità pubblica dell’intera area tutelata”.
Certo è che se la variante dovesse andare in porto, il prof. Balsano – che nel febbraio scorso, persa la causa amministrativa, ha ottemperato all’ordine comunale di demolizione delle colonnine e della cabina elettrica abusive – chiuderebbe l’accesso allo stradello che passa accanto alla sua villa, con buona pace di parte del vecchio tracciato. Uno dei più affascinanti della straordinaria zona ambientale di macchia mediterranea delle “Tre valli”, balcone di Pietralacroce a picco sul mare.

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