
Il consigliere comunale di Ancona di Altra idea di città, Francesco Rubini
«Pochi grammi di sostanze, che sono oggi perfettamente legali in paesi più civili del nostro come il Canada, l’Olanda o l’Uruguay (o non costituiscono reato come in Spagna, Portogallo, Austria o Germania,) sono oggettivamente un magro bottino per chi dovrebbe difendere la salute e la sicurezza dei nostri ragazzi». Anche il consigliere comunale di Altra Idea di Città, Francesco Rubini, interviene sul blitz con cani antidroga a scuola che sta generando un vero vespaio. Infatti, se da una parte è sceso in campo il Garante dei Diritti, Andrea Nobili – che con una lettera a Prefetto e Questore ha auspicato metodi meno invasivi per combattere l’uso di droga tra i giovani – dall’altra, il capogruppo regionale della Lega, Sandro Zaffiri, ne ha chiesto le dimissioni proprio per questa presa di posizione.
«L’ennesima dimostrazione di forza, in realtà – è l’osservazione di Rubini –, ha fatto bene soltanto agli sciacalli della Lega, sempre pronti a mostrare i muscoli con le categorie più oppresse della società e tanto indulgenti con chi procura voti e soldi in tutte le maniere possibili. Non è un caso che il Comando dell’Arma ammetta senza problemi che il nuovo ciclo di irruzioni nelle scuole sia effetto del nuovo Decreto Salvini e della logica militaresca che lo sorregge. La sensibilità del Garante Andrea Nobili – sottolinea – è stata benvenuta anche perché sottolinea la profonda ingiustizia di un potere politico che taglia i fondi al sociale e investe in repressione, innescando un circolo vizioso di proibizionismo che è fallimentare come la storia e le scienze sociali ci hanno da tempo insegnato. Il consigliere Zaffiri – punta il dito il capogruppo di Aic – ha perso invece un’occasione per tacere, entrando in un campo, l’educazione e la prevenzione dei danni da stupefacenti, nel quale non ha competenze,
La scuola pubblica ad Ancona ha bisogno di maggiori risorse non soltanto per riparare i muri ed i soffitti che crollano, ma per condurre la lotta alla droga al suo interno con gli strumenti della prevenzione, della riduzione del danno e del dialogo con le giovani generazioni. Gli insegnanti sono le figure che hanno le competenze e la responsabilità di operare sul campo e il loro ruolo deve essere rispettato e non scavalcato da estemporanee irruzioni in divisa.
Chiediamo maggiore rispetto per l’autonomia della scuola – conclude –, per gli insegnanti e per i giovani dei nostri quartieri popolari che tutti i giorni si sforzano, con i pochi mezzi oggi a disposizione di costruire percorsi di integrazione, inclusione e promozione sociale sociale».
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