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Smercio di “barbuka”
in tutta la provincia,
raffica di perquisizioni e sequestri

L'OPERAZIONE si è svolta questa mattina nell'ambito di un'inchiesta partita nel marzo 2017 e portato avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona. In totale ci sono 27 indagati per lo smercio del pregiato hashish. Sotto sequestro sono finiti una Bmw, un conto corrente, una moto e un appartamento
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La droga sequestrata dai carabinieri

 

Flussi di “barbuka” smerciati in tutta la provincia dorica: 27 indagati e raffica di perquisizioni. Sotto sequestro droga, beni immobili e conti corrente. I sigilli per arrestare l’azione di un banda composta principalmente da nordafricani sono stati apposti questa mattina per mano dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona nell’ambito di un’inchiesta partita un anno fa. Nelle mani dei militari sono finiti  una BMW 320D nella disponibilità di Y.A., pusher referente delle gang per la zona di Jesi e Santa Maria Nuova, un conto corrente bancario, una Fiat Multipla e un motociclo Aprilia Atlantic 500 nei confronti di H.I.E.K., referente della zona di Ancona, e un appartamento a Conselice (RA) nei confronti di J.B., uno dei rifornitori di stupefacente per l’organizzazione. Inoltre sono state eseguite 15 perquisizione domiciliari nel corso delle quali sono stati sequestrati  22,5 grammi hashish,  1,67 grammi di eroina e 2 bilancini di precisione. Stando a quanto emerso finora, l’organizzazione – dove in 15 sono indagati per associazione a delinquere, 11 per spaccio e una persona per falso – avrebbe gestito lo spaccio di “barbuka”, un tipo speciale di hashish con un alto principio attivo, in tutta la provincia di Ancona. E’ a partire dal marzo 2017 che sono iniziate le indagini dei carabinieri, facendo emergere una fitta rete di spaccio avente  diversi promotori che ricoprivano anche il ruolo di referenti locali per alcune zone. In particolare H.I.E.K., marocchino classe 1984, si occupava dell’attività illecita nella “piazza” di Ancona, M.E.B., marocchino classe 1986, si occupava di Chiaravalle, Falconara Marittima e Montemarciano, Y.A., marocchino classe 1986, gestiva le piazze di Jesi e Santa Maria Nuova.
Dall’indagine emergeva che il sodalizio si attivava soprattutto tramite cellulari usa e getta. Nelle telefonate venivano adoperati anche termini criptati per intendere lo stupefacente, la sua qualità e gli accordi per il luogo della consegna come ad esempio la frase “ci prendiamo un caffè” che, come accertato, era utilizzata per fissare incontri in cui definire il quantitativo, la tipologia di stupefacente e le modalità di consegna. Le schede telefoniche, cambiate di frequente, venivano attivate con intestazioni a terze persone inconsapevoli o inesistenti in un Phone-center di Falconara Marittima. Nel corso delle indagini venivano arrestate in flagranza di reato 7 persone, sequestrati circa 18 kg di hashish e di 15 grammi di cocaina e la somma contante di euro 15.000.
Il primo importante riscontro investigativo è stato effettuato il 4 luglio 2017 quando è stato tratto in arresto a Santa Maria Nuova un 30enne  trovato in possesso di 10 grammi di cocaina e 247 grammi di hashish suddivisi in ovuli. Da quel momento, i carabinieri hanno continuato l’attività investigativa, con arresti, denunce e sequestri, fino all’operazione scattata questa mattina.

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