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Il teatro entra in tribunale:
uno spettacolo per intitolare
il palazzo e le sue aule

ANCONA - La corte si trasformerà in palcoscenico il 23 maggio, anniversario della tragedia di Capaci, quando verrà portato in scena 'Paragoghè', incentrato sui depistaggi delle stragi italiane. Quel giorno, l'edificio di corso Mazzini verrà intitolato a Vittorio Salmoni, magistrato perseguitato dalle leggi razziali. Omaggi anche a Impastato, Vecchini, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino
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Da sinistra, l’avvocato Bachiocco, il presidente Spinosa e il vicesindaco Sediari

 

Il tribunale di Ancona e le sue aule avranno un nome. La cerimonia di intitolazione avverrà il 23 maggio, anniversario dell’attentato di Capaci, e quel giorno la corte del palazzo di giustizia si trasformerà in palcoscenico per ospitare ‘Paragoghè’, spettacolo sulle serie di depistaggi che hanno caratterizzato le stragi italiane. Per la prima volta il teatro entrerà all’interno dell’edificio di corso Mazzini. Il tribunale verrà intitolato a Vittorio Salmoni, magistrato perseguitato dalle leggi razziali e morto nel 1948, con una cerimonia solenne che inizierà alle ore 10 del 23 maggio. Si procederà poi con l’intitolazione della corte interna del palazzo a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle aule di udienza. Prenderanno i nomi di Mario Amato, Giorgio Ambrosoli, Fausto Angelucci, Elisa Comani, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Guido Galli, Peppino Impastato, Rosario Livatino, Emanuela Loi, Umberto Mormile, Vittorio Petrelli e Arturo Vecchini. Sono stati scelti dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati, dalla magistratura e dai vari rappresentanti delle forze dell’ordine. La giornata del 23 si concluderà con un evento unico: la rappresentazione di ‘Paragoghè’, spettacolo sullo stragismo diretto da Marco Baliani e prodotto da Marche Teatro con il contributo del Comune e del Consiglio Regionale.

Da sinistra Papa, Bachiocco, Spinosa, Sediari, Nicolini, Baliani

Il palco sarà la corte interna del tribunale e lo spettacolo verrà replicato anche il 24 e il 25 maggio per rendere omaggio a tutte quelle persone che hanno dato la vita per affermare i valori di giustizia e di legalità. Il presidente del tribunale Giovanni Spinosa: «In un momento storico in cui la giurisdizione sembra lontano dalla cittadinanza, abbiamo voluto ribadire come il tribunale sia invece la città, perchè qui essa vive i momenti difficile dei suoi abitanti. Dare un nome al tribunale e alle aule è il simbolo del legame che c’è tra la comunità e la giurisdizione». Il vicesindaco Pierpaolo Sediari: «È la prima volta che un teatro entra in tribunale. L’esempio può essere ripetuto anche per altre iniziative. Per lo spettacolo e la cerimonia è stata scelta una data in cui l’amministrazione si riconosce in toto». A presentare lo spettacolo, la presidente di Marche Teatro Gabriella Nicolini e la direttrice Velia Papa: «Saranno coinvolti giovani attori perchè questo progetto è rivolto alla nuove generazioni per non dimenticare il passato. Coltivare la memoria rafforza la passione civile. Il teatro nasce nelle piazze essendo espressione di comunità. Il teatro parla di oggi e di quello che i cittadini sentono». Il regista dello spettacolo Baliani: «Quando il presidente del tribunale ci ha chiesto di fare uno spettacolo sul depistaggio ci sembrava un’impresa quasi impossibile. Io e gli attori ci siamo letti i libri sulla quantità di stragi avvenute in Italia ed è stato sconvolgente. Abbiamo pensato che è un miracolo che l’Italia sia ancora in piedi dopo quello che è accaduto. Il senso di stare in piedi sono proprio i nomi di quelle persone che daranno il nome alle aule del tribunale».

La locandina di ‘Paragoghè’

 

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