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Comprano auto con assegni scoperti:
due denunce per truffa

SENIGALLIA - Si tratta di una coppia dell'est Europa residenti in provincia di Pesaro. L'imbroglio è stato scoperto dagli agenti del Commissariato, a cui si erano rivolta le vittime
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Foto d’archivio

 

Comprano due auto con assegni privi di fondi. Scoperti e denunciati dalla polizia di Senigallia. Si tratta di una coppia di 25 e di 27 anni,  dell’est Europa e residente in provincia di Pesaro. Due i casi di truffa.  Nel primo, una donna riferiva di aver lasciato la propria auto, una vettura sportiva di valore, presso un concessionario della zona e dopo alcuni giorni veniva contattata dal concessionario stesso poiché una persona aveva manifestato interesse al veicolo.  I due soggetti si incontravano e dopo alcune trattative concordavano il prezzo e le modalità per il passaggio di proprietà e pagamento del corrispettivo della vendita.
Dopo aver concluso le formalità per il trasferimento di proprietà, l’uomo consegnava alla donna un titolo bancario a parziale pagamento del corrispettivo concordato. La donna, però , una volta versato l’assegno riceveva la brutta notizia che questo non poteva essere incassato perché sul conto dell’acquirente non c’erano i soldi necessari.
La venditrice tentava di contattare l’uomo che però risultava irraggiungibile. Trascorsi diversi giorni e non ricevendo alcun pagamento, la venditrice decideva di sporgere querela.  Nell’altro caso di truffa, un uomo, titolare di una concessionaria d’auto, si recava in Commissariato, riferendo di aver venduto un veicolo usato di alta gamma ad un soggetto il quale, dopo aver concordato il prezzo, al termine delle procedure per il passaggio di proprietà, gli consegnava un assegno che, portato all’incasso, risultava non pagabile perché non vi erano i soldi. Anche in questo caso il denunciante riferiva che il truffatore, nel corso dell’attività truffaldine, si presentava in compagnia di una donna. La stessa che in precedenza aveva preso contatti con la prima vittima. Era stata lei, dopo una serie di tentativi a vuoto, a rispondere al telefono rassicurando la venditrice del futuro accredito.  Dopo essere stati identificati, i due imbroglioni  sono stati denunciati  in concorso per il reato di truffa aggravata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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