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Ospedale Torrette, i sindacati
sui fondi per gli straordinari:
«Pronti alla mobilitazione»

ANCONA – La Rappresentanza Sindacale Unitaria dell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona ha denunciato una mancanza di ascolto da parte della direzione, in particolare sulla questione dei fondi per gli straordinari: «Nel triennio 2016/2018, decurtati illegittimamente dalla produttività dei dipendenti circa 2 milioni di euro»
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L’ospedale regionale di Torrette

 

 

C’è aria di tempesta all’ospedale di Torrette, con le rappresentanze sindacali pronte a scendere sul piede di guerra per la questione dello splafonamento dei fondi per gli straordinari se la direzione aziendale non ascolterà le loro ragioni.
«Anche per il triennio 2016-2018 – attacca in una nota la Rappresentanza Sindacale Unitaria degli Ospedali Riuniti – sono stati decurtati illegittimamente dalla produttività dei dipendenti circa 2.167.000 euro per il pagamento dello straordinario. Per il 2016 si parla di 652mila euro, diventati 764mila nel 2017 e 753mila nel 2018, con un utilizzo unilaterale del fondo destinato alla produttività collettiva in violazione della norma contrattuale vigente. Nonostante un continuo sollecito per un confronto diretto e costruttivo al fine di ridurre lo splafonamento del fondo – scrive ancora la Rsu –, l’Azienda continua a prendere iniziative unilaterali che non risolvono il problema. A fronte alla richiesta di discutere su come ridurre lo splafonamento del fondo, l’azienda, in data 6 marzo 2019, si è riunita per discutere da sola sugli incarichi di funzione senza coinvolgere le Rsu e nessuna organizzazione sindacale. Cosa di una gravità simbolica e assoluta, mai successa in Azienda». Per la Rsu, è «inapplicabile e palliativa la soluzione, decisa unilateralmente e comunicata nell’incontro sindacale dello scorso 28 marzo, per ridurre la spesa del fondo dello straordinario, dando come obiettivi di budget la riduzione dello stesso. Lo straordinario viene utilizzato principalmente per la pronta disponibilità, che assume in molti casi le caratteristiche di un turno di lavoro, salti riposo, doppi turni per garantire l’assistenza. Si assiste – concludono le Rsu – alla negazione di ferie e permessi per carenza di organico e alla richiesta di rientri forzosi per garantire la continuità assistenziale. Se continueremo ad essere inascoltati, siamo pronti alla mobilitazione».

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