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Verso il piano sanitario, Ceriscioli:
«Obiettivo approvarlo entro l’estate»

IL DOCUMENTO è ancora in Commissione. La giunta ha stabilito una serie di linee guida che oggi il governatore ha illustrato all'hotel Grassetti di Corridonia: «Ogni territorio lamenta di ricevere meno degli altri. Questo è matematicamente impossibile. Aumentando la trasparenza facciamo emergere i dati così da poter perseguire l'equità»
venerdì 12 Aprile 2019 - Ore 21:14
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Giovanni Gostoli e Luca Ceriscioli all’ingresso

di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

«Il Piano sanitario è al vaglio della commissione che sta incontrando i diversi portatori di interesse. L’obiettivo è arrivare all’approvazione in Consiglio regionale per l’estate. Speriamo prima della pausa estiva, per rendere efficace il percorso». Così Luca Ceriscioli, presidente della Regione e assessore alla sanità ha introdotto oggi pomeriggio l’incontro all’hotel Grassetti di Corridonia. Sala piena di medici, primari ma anche di sindaci e politici del Pd (al tavolo ad accompagnare il governatore pure il segretario regionale Giovanni Gostoli).

Luca Ceriscioli

Il primo documento del Piano è stato approvato «a gennaio – spiega Ceriscioli – dalla giunta regionale. Prima c’è stato un processo di partecipazione e ci sarà anche dopo l’approvazione in Consiglio regionale: sarà istituita una commissione di monitoraggio per la realizzazione del piano». Un piano su cui però Ceriscioli non scende troppo nel dettaglio, dopo la “bacchettata” di diversi consiglieri (compreso il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo) in seguito alla delibera di giunta con cui si proclamava l’ospedale di Pesaro presidio di secondo livello (leggi l’articolo). Il documento infatti è materia di Consiglio regionale. Per cui oggi sul tavolo c’è solo un atto di indirizzo con 50 schede divise per settori di intervento, che danno un’idea di cosa si vuole fare. A monte restano un’insieme di parole chiave: qualità, responsabilità, equità, controllo, equità di genere, partecipazione, sostenibilità, trasparenza, dignità. La trasparenza diventa un po’ il cardine: «Per garantire la partecipazione bisogna rendere trasparenti dati e risultati». In modo leggibile, aggiunge il presidente, che annuncia anche che una lunga serie di dati saranno allegati al Piano da votare in Consiglio. Poi la sostenibilità, che fa rima con l’appropriatezza delle prestazioni mediche: «Un tratto che ci ha sempre contraddistinto. Parliamo di sostenibilità rispetto alle risorse a disposizione. Ovviamente meno sprechiamo e più possiamo ridistribuire le risorse». Sull’equità Ceriscioli sottolinea che «ogni territorio lamenta di ricevere meno degli altri. Questo è matematicamente impossibile. Aumentando la trasparenza facciamo emergere i dati così da poter perseguire gli obiettivi dell’equità». Sulla qualità invece il presidente risponde indirettamente alla sommossa popolare per la chiusura del punto nascita di Fabriano: «Un’inchiesta condotta su 300 punti nascita in Italia ha fatto emergere che nelle Marche ce n’era solo uno che non rispettava gli standard: quello di Fabriano, che è stato dismesso. Non si deve mirare soltanto alla disponibilità ma soprattutto alla qualità per dare la risposta che serve». Infine l’accessibilità e la prossimità, intese come accessibilità al pronto soccorso e alle liste d’attesa (su cui la Regione è già intervenuta con il bonus malus – leggi l’articolo) e alla prossimità di alcuni servizi sociosanitari che richiederebbero l’assistenza a domicilio come soluzione ideale.

Da sinistra Roberto Paoloni (sindaco di Belforte) e Alessandro Maccioni

Un grande tema del Piano sanitario è anche quello della prevenzione. Dalla scuola, al lavoro, passando per i concetti di resilienza, l’ambiente e l’alimentazione. In una parola: «Promuovere corretti stili di vita». Le 50 schede del Piano sanitario confluiscono in cinque aree di intervento: prevenzione collettiva, veterinaria e sicurezza alimentare (in cui rientra anche la prevenzione per chi lavori ai cantieri della ricostruzione), assistenza territoriale ed integrazione socio sanitaria (con un passaggio sull’implementazione delle Case della salute e una migliore presa in carico delle persone fragili), assistenza ospedaliera ed emergenza urgenza (i focus principali sono sulla riduzione dei tempi di attesa per prestazioni e sul miglioramento del percorso nascita), aree di intervento trasversali e infine aree di interesse regionale, maxi emergenze e aree interne (per cui ci sono solo due schede: gestione delle grandi emergenze e sviluppo delle aree interne). Con un pensiero, ovviamente, al dramma del sisma. Ma non solo: «Il sistema delle maxi emergenze qui ha funzionato bene – ricorda Ceriscioli -. Anche sotto l’aspetto dell’assistenza psicologica. C’è stata per i terremotati una presenza immediata, anche del servizio farmaceutico. Il sistema si è arrivato anche per la strage di Corinaldo». In chiusura Alessandro Maccioni, direttore dell’Area vasta 3, ha raccolto anche a nome dello staff medico presente i diversi complimenti arrivati per la gestione, illustrando i 35 milioni di investimenti che si sono fatti nel territorio del Maceratese.

Francesco Vitali e Luca Ceriscioli

Maurizio Del Gobbo

Giovanni Gostoli

Gentili sindaco Montecassiano dietro Rossi primario Pronto Soccorso

Francesco Micucci

 

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