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Blitz dei carabinieri all’Aspio,
sequestrato un maneggio abusivo:
arrestato capofamiglia rom (FOTO)

ANCONA - Sigilli a un immobile di proprietà comunale occupato abusivamente da almeno 15 anni. In manette per estorsione un 45enne: secondo l'accusa ha minacciato di morte un imprenditore a cui doveva 25mila euro per la realizzazione di una pista dedicata ai cavalli
venerdì 17 Maggio 2019 - Ore 14:50
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Da almeno 15 anni, secondo le accuse, avevano occupato  all’Aspio un immobile di proprietà comunale facendolo diventare il fulcro di un maneggio a loro uso esclusivo. Anno dopo anno si sarebbero sempre più allargati, aggiungendo strutture e manufatti abusivi all’area di cui si erano impadroniti. Ma non è tutto. Per gli inquirenti, il maneggio sarebbe stato anche il luogo delle minacce di morte rivolte a un imprenditore osimano che nella struttura aveva eseguito dei lavori di manutenzione e di realizzazione di una pista per cavalli per un valore totale di 25mila euro.

I carabinieri al maneggio

«Se chiedi i soldi, ti ammazzo» si sarebbe sentito dire dal capofamiglia, D.S, rom 45enne. E’ stato l’imprenditore, sull’orlo del fallimento a causa del mancato pagamento, a ribellarsi al’estorsione, rivolgendosi qualche mese fa ai carabinieri della stazione delle Brecce Bianche. Questa mattina, l’epilogo delle indagini. Con un blitz che ha coinvolto almeno tre pattuglie, i militari hanno fatto irruzione in via Maccari, all’interno del maneggio e arrestato il 45enne. La struttura, che conta quattro cavalli, è stata posta sotto sequestro per volere del gip. Il 45enne, colui che di fatto gestiva le sorti del maneggio, è stato portato nel carcere di Montacuto. E’ stato il Tribunale di Sorveglianza a disporre la cattura, in quanto l’uomo si trovava in una condizione di affidamento in prova dopo un condanna subita. Invece di rigare dritto, sostiene l’accusa, avrebbe tenuto sotto scacco l’imprenditore osimano, incaricato dell’esecuzione di alcuni lavori di manutenzione e di realizzazione di una pista per la corsa dei cavalli posizionata sui terreni di proprietà del comune di Ancona e attigui all’immobile sequestrato. Per non pagare i 25mila euro chiesti dall’osimano, il 45enne l’avrebbe continuamente minacciato di morte. Inutili da parte delle vittima le richieste di denaro per riscuotere i soldi impiegati per i lavori eseguiti. Stanco del vortice estorsivo in cui era finito, l’imprenditore ha preso coraggio e ha denunciato tutto. Da lì, sono partite le indagini degli uomini guidati dal comandante Giuseppe Caiazzo, fatte soprattutto di intercettazioni. E’ emersa anche l’occupazione abusiva dell’immobile di via Maccari, ma anche una serie di abusi edilizi.

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