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«Nuovo Salesi pronto in mille giorni»
Stand by di tre anni
per la struttura in via Corridoni

ANCONA – Presentato l'iter per la costruzione del nuovo polo materno infantile che sorgerà nella cittadella sanitaria di Torrette. Caporossi: «stiamo contestualmente procedendo con altri dodici cantieri che assicureranno nuovi spazi, nuovi servizi, una viabilità e trasporti adeguati». Ipotesi studentato nell'attuale sede al Passetto. Sopralluogo del governatore Ceriscioli. Assente la sindaca Mancinelli, sostituita dall'assessore Capogrossi - VIDEO
mercoledì 22 Maggio 2019 - Ore 20:19
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Primo sopralluogo al cantiere del nuovo Salesi

 

di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)

Poco più di mille giorni. Mille e venti, per la precisione. È questo l’arco temporale nel quale dovrà essere costruito il nuovo Salesi nella cittadella sanitaria di Torrette, con data di fine lavori già fissata per il 25 febbraio 2022. Una vera rivoluzione all’interno dell’ospedale regionale, che includerà anche nuovi parcheggi e qualche modifica alla viabilità. Oggi, il primo sopralluogo con tutti i crismi, alla presenza del governatore Luca Ceriscioli e del direttore generale dell’azienda ospedaliera Michele Caporossi, accompagnati dalla direzione dei lavori composta da Dino Bonadies e da Massimo Vanoletti (dirigente Pessina, in rappresentanza del pool di imprese aggiudicatarie guidato dalla Rizzani De Eccher di Udine). Era prevista anche la presenza della sindaca Valeria Mancinelli ma, dopo la seduta mattutina del consiglio comunale, non si è recata verso Torrette, mandando in sua vece l’assessore alla Sanità Emma Capogrossi.

Il cantiere è stato consegnato lo scorso 13 maggio e prevede la costruzione del nuovo ospedale materno infantile ad alta specializzazione accanto (e collegato da un piano interrato) al pronto soccorso di Torrette, previo spostamento di anatomia patologica e obitorio dietro al vecchio ingresso, vicino al parcheggio per l’università. Opere da un valore pari a 44,6 milioni. A queste, si aggiungono altri 12 cantieri – alcuni avviati, alcuni da avviare – all’interno dell’edificio principale del nosocomio (15 milioni di euro in totale) tra cui quello per trasferire al sesto piano Ostetricia, Neonatologia e Ginecologia dall’attuale sede in via Corridoni, il potenziamento antisismico con nuove torri dissipative (6,5 milioni) e una nuova palazzina davanti al vecchio ingresso di Torrette (8 milioni) che ospiterà anche la direzione generale. Previsto anche un parcheggio multipiano da circa 600 posti (aggiuntivi ai 600 già esistenti) con project financing e lo spostamento del capolinea degli autobus di fronte all’ingresso principale dell’ospedale. Un restyling totale da quasi 100 milioni di euro.

Da sinistra, il responsabile della segreteria del presidente della Regione, Fabio Sturani, il governatore Luca Ceriscioli, il dg di Torrette, Michele Caporossi, l’assessore alla Sanità del comune di Ancona, Emma Capogrossi e la dirigente del Servizio salute regionale Lucia Di Furia

Se così potrà dirsi completata la cittadella sanitaria di Torrette, il rovescio della medaglia è che l’attuale struttura di via Corridoni verrà lasciata in stand by per i prossimi tre anni, senza possibilità di adeguati investimenti, nonostante le condizioni decisamente non ottimali e benché sia il punto nascita di rifermento di gran parte della provincia. Ragioni, queste, che sono anche alla base del trasferimento e, una volta completato, Regione, Comune e Università Politecnica delle Marche stanno valutando l’ipotesi di usare l’immobile per uno studentato. «Si avvia un grande percorso che, in tre anni, porterà a un nuovo ospedale pediatrico, collegato e distinto da Torrette per offrire la massima assistenza e cura ai piccoli pazienti – il commento di Ceriscioli –. Quello odierno è il primo sopralluogo, al quale ne seguiranno altri, perché chiediamo all’impresa di completare l’intervento nei temi contrattuali». Il direttore Caporossi ha parlato di «avvio del completamento dell’ospedale regionale delle Marche. Stiamo contestualmente procedendo con altri dodici cantieri che assicureranno nuovi spazi, nuovi servizi, una viabilità e trasporti adeguati». Il direttore dei lavori, Bonadies, che ha descritto step by step l’iter che andrà avanti fino al 2022, ha puntato l’accento sulle «novità tecnologiche alla base del progetto. Lavoreremo su un ospedale funzionante, con interventi a fase che rispetteranno il cronoprogramma stabilito».

Da sinistra, il direttore dei lavori Dino Bonadies e il dg di Torrette Caporossi

Il progetto del nuovo Salesi. Sarà una struttura ad alta specializzazione, con 112 posti letto, antisismica, a bassi consumi energetici. L’edificio avrà una superficie di 21 mila mq, con un fabbricato principale di circa 5.500 mq per piano, articolato su quattro livelli e un’altezza, fuori terra, di 20 metri. Il Salesi 2.0 sarà collegato alla cittadella sanitaria attraverso un tunnel sotterraneo e una «camera calda» che farà da snodo tra il pronto soccorso per adulti e quello pediatrico, uno di fronte all’altro. Contestualmente, al sesto piano di Torrette, verranno trasferiti, entro il 2020, i reparti di Ostetricia, Ginecologia e Neonatologia, che disporranno di spazi maggiori rispetto agli attuali di via Corridoni: un doppio percorso che garantisce al Pediatrico una propria autonomia all’interno di una struttura dedicata, con ingresso separato, per un investimento complessivo attorno ai 70 milioni di euro.

Il nuovo Salesi verrà organizzato per aree a diversa intensità di cura, capace di dialogare con l’Ospedale generale e con la rete territoriale pediatrica esterna, assolvendo il ruolo di stazione terminale di Telemedicina. È prevista un’organizzazione modulare delle degenze con camere da uno e due posti, disposte sul lato esterno dell’edificio e servizi igienici interni (standard e per la disabilità). La dimensione della stanza consentirà di ospitare il genitore nella camera pediatrica. La struttura antisismica sarà isolata alla base, con una rilevante riduzione delle oscillazioni e una minore percezione delle scosse, garantendo l’operatività dell’ospedale sia durante che dopo l’evento sismico. Le soluzioni progettuali garantiranno bassi consumi, collocando l’edificio a un livello di classificazione energetica di tipo B, assai prossima alla classe A.

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