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‘Piddu’ muore a 32 anni,
una storia unica di coraggio e amore

OSIMO - L'osimano Alessandro Bordi se n'è andato ieri pomeriggio all'ospedale di Torrette. Aveva perso la madre da piccolo ed era stato preso in affido dalla famiglia di Silvia e Gianlorenzo Fiorenzi che lo hanno cresciuto insieme ai loro figli, Con lui tutti hanno condiviso la sofferenza dei lunghi percorsi di cura affrontati fin da bambino
giovedì 23 Maggio 2019 - Ore 11:25
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Alessandro Bordi, ‘Piddu’ per i suoi tanti amici

 

La sua vita non è stata facile. Gli ha riservato sofferenze, una salute fragile e tanti ricoveri in residenze assistite e ospedali. L’ultimo è terminato ieri pomeriggio all’ospedale di Torrette dove l’osimano Alessandro Bordi è morto a soli 32 anni, consumato dalla malattia. Nel corso della sua breve esistenza questo ragazzo fragile e sorridente ha, però, potuto godere dell’amore di due famiglie, quello della madre biologica scomparsa troppo presto, quando era ancora un bambino gracile e bisognoso di cure mediche, e quello della famiglia di Silvia e Gianlorenzo Fiorenzi che lo ha preso in affido. Nel palazzo di una delle più antiche famiglie nobiliari di Osimo, nel calore accogliente e disinteressato di questa casa che si affaccia in Piazza Duomo, Alessandro è cresciuto insieme agli altri figli della coppia mentre i problemi di salute lo costringevano ad affrontare fin da piccolo terapie logoranti e una serie di interventi chirurgici. Nonostante tutto è riuscito a studiare all’Alberghiero di Loreto e a far pace con un destino ingrato.

L’anno scorso Alessandro, ‘Piddu’ per gli amici perché era piccoletto e da ragazzino fingeva un accento strano, aveva subito un altro lutto devastante. Era morto l’anziano nonno al quale era molto affezionato e con il quale era tornato ad abitare in un appartamento di San Marco, in via Strigola. Un altro punto di riferimento della sua esistenza che si era sgretolato, una scomparsa che forse aveva incrinato del tutto le sue certezze, la sua voglia di rialzarsi dopo essere caduto e di battersi come un guerriero per vincere la malattia. Dopo quell’evento luttuoso le condizioni cliniche del 32enne sono peggiorate e accanto al suo letto, anche nell’ultimo giorno, c’erano la mamma Silvia e tutta la sua bella famiglia.

Nonostante le cure invasive, Alessandro riusciva sempre a sorridere e a scherzare

“Abbiamo provato tutti un grande dolore per la morte di Alessandro. Non c’era pranzo di Natale o Pasqua che non passavamo insieme. I miei nipoti lo chiamavano zio e tutti ci volevamo un gran bene. Ieri ho ringraziato i miei consuoceri per l’amore, l’attenzione e le cure che gli hanno saputo dare. – racconta l’ex parlamentare Luigi Giacco, oggi presidente dell’azienda speciale Asso – Nel contesto storico in cui viviamo, dove impera un individualismo spesso esasperato, ci sono ancora persone che hanno capacità di donarsi senza confini. Silvia e Gianlorenzo hanno testimoniato con questo gesto d’amore il loro essere cattolici e credenti e sono stati ricambiati dall’affetto incondizionato di Alessandro nonostante tutte le difficoltà che attraversava». I funerali si svolgeranno domani, venerdì 24 Maggio, alle 15 nella chiesa della Sacra Famiglia di Osimo. «Ale buon viaggio, finalmente sei libero di andare dove vuoi» scrivono i suoi tanti amici su facebook.

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