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Botte e minacce ai coetanei
per farsi comprare gli smartphone:
tre ragazzi denunciati

OPERAZIONE - Si tratta di un gruppo di 30enni che invitava a sottoscrivere finanziamenti per l’acquisto di apparecchi elettronici di ultima generazione nei i centri commerciali di Ancona e di Osimo, con la promessa che avrebbero provveduto loro al pagamento. Se i soldi non arrivano, scattavano percosse e minacce di morte
martedì 28 Maggio 2019 - Ore 13:43
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Ragazzi indotti con l’inganno a compare smartphone di ultima generazione e presi a botte se l’acquisto non  veniva sottoscritto. E’ questa la dinamica dei fatti che vengono attribuiti a tre trentenni anconetani pregiudicati. Dopo una lunga e complessa indagine dei carabinieri della stazione delle Brecce Bianche sono stati denunciati per i reati di truffa, estorsione, percosse e danneggiamento. Il gip ha emesso nei lori confronti il divieto di avvicinamento alle vittime truffate. Sono almeno una decina quelle cadute nelle trappola dei trentenni tra novembre 2018 e marzo 2019. A ognuna, un media, sarebbero stati sfilati mille euro per comprare smartphone o altri dispositivi elettronici nei centri commerciali di Ancona e Osimo.  Nel corso delle attività di controllo,  i militari guidati dal comandante Giuseppe Caiazzo hanno scoperto come il terzetto puntasse soprattutto soggetti fragili e malleabili. Sarebbero arrivati a loro tramite conoscenze e amicizie comuni. Una volta conquistata la loro fiducia, scattava la trappola. «Perchè non andiamo a comprare quello smartphone in offerta? Faccio io il finanziamento». E, poi, invece erano le stesse vittime che dovevano pagare. I cellulari andavano nelle mani dei truffatori. In alcune occasioni, le giovani vittime sarebbero state indotte a fare grossi prelievi al bancomat con le loro carte di credito. Nel corso delle attività d’indagine, i carabinieri hanno anche accertato un episodio di violenza ai danni di una delle vittime. I militari verificavano, utilizzando tra l’altro le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, che i tre soggetti avevano teso una trappola a un ragazzo, circondandolo e malmenandolo. Il motivo? Non voleva cacciare fuori i soldi da dare al terzetto. Gli è stata anche danneggiata l’auto, con calci e pugni. I vetri sono stati frantumati. L’episodio risale allo scorso febbraio. L’indagine è coordinata dal pm Irene Bilotta.

(Fe.ser)

 

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