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Liste d’attesa, slitta il «bonus malus»
per le prenotazioni mediche

ANCONA – Il direttore generale dell'Asur ha chiesto di posticipare l'avvio della misura «per completare la negoziazione di tariffe calmierate con le strutture private accreditate». Richiesta recepita dalla Regione, che ha aggiustato il tiro stabilendo, con una delibera, partenze scaglionate a seconda della tipologia di prestazione
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Il dg dell’Asur Alessandro Marini ed il governatore Luca Ceriscioli

 

 

Ad aprile, il governatore Luca Ceriscioli aveva annunciato che, da giugno, il problema delle liste d’attesa non ci sarebbe più stato, grazie agli strumenti messi in campo in ambito sanitario. Ora, questa ottimistica road map va rivista e corretta perché una delle principali misure per raggiungere l’obiettivo ha subito una battuta d’arresto. L’applicazione del cosiddetto «bonus malus», provvedimento deliberato dalla giunta regionale lo scorso aprile per recuperare prestazioni sanitarie ed evitare l’allungamento improprio delle liste di attesa, è slittato per la necessità «di ulteriore tempo per completare la negoziazione di tariffe calmierate con le strutture private accreditate, sia quelle convenzionate sia quelle senza accordo di fornitura». A chiedere espressamente un rinvio in una nota del 7 giugno, è stato il direttore generale dell’Asur, Alessandro Marini, e la Regione, con delibera di giunta 703 del 13 giugno, ha recepito la richiesta e definito le nuove tempistiche di attivazione del bonus malus. Per le prestazioni con classe di priorità B (prescrizioni che devono essere fornite in tempo breve, in ogni caso non superiore a 10 giorni dalla prenotazione), il bonus diventerà operativo dal 30 giugno, mentre per quelle con classe di priorità D (differibili, che possono essere realizzate entro 30 o 60 giorni) partirà dal 30 luglio. A distanza di un mese, il 30 agosto, sarà poi la volta dell’avvio del percorso di tutela per le prestazione con classe di priorità P (accertamenti programmabili, con tempo massimo per ottenere la visita prescritta dalla ricetta medica di 180 giorni dalla prenotazione).
Il «bonus» prevede che, se la sanità pubblica non dovesse essere in grado di fornire la prestazione entro il periodo previsto per legge, il cittadino venga inserito in una lista di garanzia e richiamato in tempo utile per accedere al servizio. L’intero sistema sanitario regionale si farà garante di trovare gli spazi e l’utente dovrà pagare solo il ticket. Per quanto riguarda il «malus», invece, i percorsi per la sanzione della mancata disdetta dell’appuntamento nei casi di rinuncia alla prestazione prenotata verranno attivati già dal 30 giugno. In questi casi, se un cittadino prenotasse una vista per poi non presentarsi e non disdire entro due giorni lavorativi la prestazione, dovrebbe comunque pagare il dovuto.
Parere favorevole allo slittamento delle tempistiche è stato espresso anche dai Comitati di partecipazione dei cittadini degli enti del Servizio sanitario regionale, convocati il 5 giugno scorso nella sede dell’Asur per un incontro sull’argomento.

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