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Aiuta una donna a fuggire dal Congo
spacciandola per sua moglie: arrestato

ANCONA - Il 56enne residente in Svizzera è accusato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Era stato controllato ieri al porto durante lo sbarco da un traghetto proveniente dalla Grecia. Con lui c'era un'amica che ha mostrato ai poliziotti documenti non attestanti la sua reale identità. Stamattina dopo l'udienza di convalida l'uomo è stato rimesso in libertà
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Il tribunale

 

Durante l’attività di controllo, ieri pomeriggio, la Polizia di frontiera in servizio al porto di Ancona ha arrestato un 56enne di origine congolese ma residente in Svizzera, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ipotesi di reato aggravata dal trasporto internazionale e dall’utilizzo di documenti ottenuti in modo illecito per garantire l’ingresso illegale nel territorio italiano di una donna di nazionalità congolese. Nell’analizzare i documenti dei passeggeri appena sbarcati da un traghetto proveniente dalla Grecia, gli agenti si sono resi conto che l’uomo era in compagnia della donna che ha esibito il passaporto della moglie del 56enne, quindi non corrispondente alla sua esatta identità.

L’uomo è stato subito arrestato e accusato di un reato, quello per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, punito severamente in Italia, con pene che possono oscillare dai 5 al 15 anni di reclusione. Stamattina è comparso davanti al Gip del Tribunale di Ancona per l’udienza di convalida dell’arresto e per affrontare il processo per direttissima. Nel corso della convalida il Pm Daniele Paci, ritenendo il quadro accusatorio circostanziato, ha chiesto per lo straniero la custodia cautelare in carcere motivandone l’esigenza per il pericolo di fuga. Il cittadino svizzero infatti non ha alcun legame o possibilità di domicilio in Italia.

Durante l’interrogatorio l’uomo ha riferito di aver portato con se’ la donna, conosciuta 5 anni fa e con la quale aveva stretto un rapporto di amicizia, per proteggerla da alcune discriminazioni che stava subendo in Congo e che l’avevano spinta a fuggire da quel Paese. Lei gli avrebbe chiesto aiuto per raggiungere la Francia dove vive sua sorella. La difesa, rappresentata dall’avvocato Laura Versace, ha chiesto il rigetto della richiesta della misura cautelare evidenziando come le motivazioni alla base del reato fossero  di evidente ordine umanitario. Il 56enne aveva soltanto voluto aiutare una persona in difficoltà e la sua stessa condotta dimostrava che non c’era alcun intento delinquenziale, non avendo ad esempio consegnato ai poliziotti documenti contraffatti o falsificati. L’arresto è stato convalidato ma il gip Carlo Cimini ha rimesso in libertà l’uomo. L’udienza del processo, invece, non è stata aggiornata. Il Pm ha già annunciato che, all’evidenza delle prove, richiederà l’applicazione del giudizio immediato saltando così il passaggio dell’udienza preliminare.

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