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Ubi chiude 20 sportelli in regione,
Pieroni: «Politica deprecabile»

L'ASSESSORE regionale e il consigliere Rapa (Uniti per le Marche) puntano il dito contro la scelta dell'istituto: «Non può pensare di colonizzare la nostra regione a suo piacimento ridimensionando ulteriormente il sistema bancario esistente e che già aveva subito notevoli tagli». Presentata una mozione in Consiglio regionale
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Moreno Pieroni

 

«No alla chiusura degli sportelli di Ubi Banca, no alla riduzione dei servizi a cittadini e imprese». Questo l’appello di Moreno Pieroni, assessore regionale e del consigliere Boris Rapa (entrambi di Uniti per le Marche) dopo l’annuncio che Ubi chiuderà 20 sportelli sul territorio regionale. E stata presentata una mozione al Consiglio regionale. Le chiusure sono cominciate già l’anno scorso, con diversi disservizi soprattutto nell’entroterra. «Questo è il risultato di una politica deprecabile – afferma Moreno Pieroni – che ha visto sparire Banca Marche e varie casse di risparmio e istituti di credito che avevano sede nella regione, le poche rimaste insieme alle Bcc, sono ormai gli unici riferimenti che tengono sul territorio. Ubi non può pensare di colonizzare la nostra regione a suo piacimento ridimensionando ulteriormente il sistema bancario esistente e che già aveva subito notevoli tagli. Devono essere garantiti i servizi a cittadini ed imprese – rincara Boris Rapa – che hanno diritto a servizi efficenti, efficaci e prossimi ai loro bisogni. Gli utenti, le persone, non possono essere trattati come semplici numeri: non ci sono solo le trimestrali di cassa ma soprattutto deve essere onorato un bilancio realmente sociale che le imprese debbono sempre applicare e non solo usare come spot. Questo modo di fare va osteggiato, devono essere tutelati i posti di lavoro diretti ed indotti oltre che garantiti i servizi logistici all’utenza, così come Ubi aveva assicurato al suo insediamento. E’ bene quindi che anche la Regione si impegni in maniera chiara contro questa scelta sbagliata e vengano tutelati i lavoratori ed i cittadini».

 

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