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«I problemi del tribunale?
Notifiche lente e impennata di ricorsi
per la protezione internazionale»

ANCONA - Il bilancio del presidente Giovanni Spinosa per l'anno giudiziario terminato lo scorso 30 giugno. Tra le note positive, il lavoro della magistratura onoraria e la produttività in crescita. Un dato che fa pensare: la metà dei processi finisce con un'assoluzione
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Il presidente del tribunale Spinosa

 

Il riavvicinamento della città al tribunale, i lavori di restyling della facciata del palazzo, la produttività degli uffici tra le note positive.  L’alto numero di assoluzioni nei processi monocratici, la lentezza delle notifiche e la difficoltà a smaltire i fascicoli della protezione internazionale tra le note negative. E’ un bilancio con ombre e luci quello stilato dal presidente del tribunale Giovanni Spinosa sull’andamento dell’anno giudiziario, chiuso lo scorso 30 agosto. Sul filone delle assoluzioni, in pratica ne viene decretata una ogni due processi che vengono celebrati davanti al giudice monocratico dopo la citazione diretta del pubblico ministero. E’ del 51,3% l’andamento delle assoluzioni nell’ultimo anno. «Un dato eccessivo superiore alla media nazionale – ha detto il presidente Spinosa -. Significa che forse c’è la necessita di un recupero del ruolo giurisdizionale del pm nel momento in cui chiede il rinvio a giudizio». Insomma, eventuali cadute di accuse, laddove non sussistano prove, potrebbero avvenire in una fase preliminare anziché a dibattimento. Un altro punto di criticità è rappresentato dal numero dei ricorsi presentati dai richiedenti asilo che si vedono negata la protezione internazionale. Nel giro di un paio di anni le richieste sono raddoppiate. «Siamo in una fase precritica – ha detto Spinosa – e i numeri si fronteggiano fino a un certo punto». Tra il 2016 e il 2017 sono stati trattati 1106 fascicoli legati ai ricorsi per la protezione internazionale. Tra il 2017 e il 2018 sono stati 1632. Nell’anno giudiziario compreso tra il 2018 e il 2019 i casi trattati sono stati 2180. Ulteriore nota dolente: la lentezza delle notifiche. Dalla richiesta di fissazione dalla prima udienza alla sua celebrazione passano dai 12 ai 16 mesi. Un paio di anni fa, i tempi d’attesa erano di 20 mesi. Sul fronte dei traguardi raggiunti c’è «la produttività complessiva del tribunale che è fortemente aumentata in tutti i settori, anche grazie al coinvolgimento dei giudici onorari da due anni a questa parte. Sono 19, divisi tra sezione civile e penale e garantiscono lo svolgimento delle udienze tutti i giorni della settimana». Un cambiamento apportato nell’ultimo anno è rappresentato dalle aste immobiliari telematiche. Un sistema che consente di accelerare i tempi e definire le pratiche in una settimana. Nel periodo preso in considerazione sono stati venduti immobili per 45 milioni 763 mila euro. Tra le soddisfazioni del presidente, la giornata dello scorso 23 maggio, quando c’è la stata la cerimonia di intitolazione delle aule «agli eroi della quotidianità» e la corte del tribunale si è trasformata in teatro. «Voglio ridare alla città l’ingresso storico del tribunale, quello di corso Mazzini. Da settembre – ha detto il presidente – proporrò un tavolo con il Comune e le associazioni di categoria per vedere realizzato questo progetto». In corso, c’è anche il piano di restyling delle facciate del palazzo con i fondi del Ministero della Giustizia.

Intitolate le aule del tribunale agli ‘eroi della quotidianità’ «Sono la memoria che portiamo dentro» (Foto/Video)

 

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