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‘Rivivi Settecento’ 2019
organizza con i terzieri
il Palio della Bandiera

OSIMO - Tutto pronto per la rievocazione storica del 23 e 24 agosto. Fino all’Ottocento, la città era suddivisa in quattro settori: i tre terzieri medievali, Episcopio, Piana del Mercato e San Gregorio, cui si aggiungeva l’odierno rione San Marco, all’epoca conosciuto con il nome di Borgo Cavaticcio. Il comitato organizzatore li farà sfidare per contendersi l'onore di sollevare lo stendardo dedicato a Santa Tecla nel corteo storico
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la rievocazione storica Rivivi ‘700

 

«Si invitano gli osimani a decorare finestre e balconi con i colori del proprio terziere: bianco e verde per l’Episcopio, bianco e blu per la Piana del Mercato, bianco e rosso per San Gregorio, verde e giallo per Borgo Cavaticcio. Qualche nastro o ficco possono bastare ma i più creativi possono divertirsi a cucire festoni e bandiere». L’invito arriva dal comitato “Rivivi Settecento” ed è esteso a tutti coloro che vorranno partecipare al Palio della Bandiera, in programma per venerdì prossimo 23 agosto alle 21.30, nel centro storico di Osimo. Una gara a staffetta organizzata nell’ambito delle due giornate della quinta edizione della rievocazione storica dedicata al ‘700 osimano. Al cospetto del gofalonierie (il sindaco del tempo) gli anticihi terzieri della città si contenderanno l’onore di sollevare, tramite un rappresentante della squadra vincitrice lo stendardo dedicato a Santa Tecla nel corteo storico. Il terziere che vincerà aprirà infatti la sfilata dei figuranti in costume che, il 24 agosto, accompagnerà nella finzione il nobile cavalier Francesco Guarneri fino a Duomo per consegnare la bandiera turca al cardinale Spada. Il vessillo era stato sottratto nel 1723 ai pirati saraceni durante uno scontro navale al largo di Anzio. Lo stendardo che quell’anno il capitano osimano della nave pontificia volle donare alla Cattedrale come offerta a Santa Tecla, fu appeso nel Duomo per esorcizzare la paura di nuove invasioni. Fino a non molto tempo fa, era sospeso lungo la volta della navata centrale, oggi invece è custodito all’ingresso della navata sinistra della Cattedrale, accanto alla lapide che in latino ricorda la sua storia.

I figuranti di Rivivi ‘700 in piazza Dante (foto Alessandro Colonnini)

Fino all’Ottocento, il territorio di Osimo era suddiviso in quattro settori: i tre terzieri medievali, Episcopio, Piana del Mercato e San Gregorio, cui si aggiungeva l’odierno rione San Marco, all’epoca detto Borgo Cavaticcio. Con un’accurata ricerca storica, il comitato “Rivivi Settecento” ha ricostruito le probabili insegne di ciascuna contrada: un agnello pasquale su campo verde per l’Episcopio, un bove e un giglio bianchi su blu per la Piana del Mercato, una colomba con ali spiegate su fondo rosso per San Gregorio, un monte verde su campo giallo per Borgo Cavaticcio. Ecco quindi i 4 terzieri settecenteschi di Osimo, così come i testi storici li raccontano.

TERZIERE EPISCOPIO – Anche detto Episcopato o Vescovado, corrisponde al primo nucleo della Osimo picena, posto alla sommità del colle Gòmero. I romani vi costruirono probabilmente il Campidoglio, ossia il tempio di Giove; oggi l’area ospita il Duomo e la Curia vescovile, un tempo sede della soppressa Diocesi di Osimo, che nel 1735 contava un centinaio di preti in città, circa 130 fuori le mura, 78 chierici, un centinaio di religiosi, 129 monache. Le principali dimore sei-settecentesche di questo terziere sono i palazzi dei conti Bellini, Simonetti e Fiorenzi. Il Duomo-Concattedrale custodisce la bandiera moresca che l’Ammiraglio osimano Francesco Guarnieri strappò a un vascello pirata nel 1723, dedicandola poi alla patrona Santa Tecla. Da questo avvenimento trae spunto la rievocazione “Osimo Rivivi ‘700”.

TERZIERE PIANA DEL MERCATO – La medievale “Plana Mercati” corrisponde all’area del foro romano e ospita la casa municipale, cominciata nella seconda metà del Quattrocento e completata nel Settecento. La torre civica è di origine duecentesca. Il terziere fu anche denominato Santa Maria della Piazza o del Mercato per via dell’omonima chiesa che si trovava nell’attuale piazza Boccolino. Di fronte al Municipio si erge Palazzo Guarnieri, dimora della famiglia del conte Francesco, ammiraglio pontificio. Gli osimani alle dipendenze dei Guarnieri abitavano fuori Porta Musone, negli attuali rioni Marcelletta, Pietà e Gattuccio.

TERZIERE SAN GREGORIO – Prende il nome dalla chiesa omonima, ricostruita e consacrata nel 1644, che affaccia sull’odierna Piazza Dante (l’antica piazza San Rocco). San Gregorio è un terziere ricco di dimore nobiliari: ricordiamo per brevità solo palazzo Gallo nella piazzetta omonima, elevato alla fine del Cinquecento e affrescato dal Pomarancio; palazzo Gallo a piazza Dante, seicentesco, forse progettato da Arcangelo Vici (visitabile sabato 24 agosto dalle 18.00 alle 22.30); palazzo Gallo-Carradori, settecentesco, sempre a piazza Dante; palazzo Campana, sede dal 1718 al 1967 del Nobil Collegio dove si formarono anche Leone XII, Pio VIII e Aurelio Saffi.

TERZIERE BORGO CAVATICCIO – Modernamente conosciuto come rione San Marco, il Cavaticcio sorse come espansione medievale della città oltre l’abitato romano, che terminava nei pressi di via Antico Pomerio, dove sorgeva la Porta di Santa Eustochia o “Portarella”, oggi ricordata da una lapide lungo corso Matteotti. Il nome “Cavaticcio” si deve ai numerosi scavi e sbancamenti che si compivano nella zona. Nel Duecento il borgo fu inserito nel circuito delle mura castellane, aggiungendosi ai tre terzieri di più antica origine (Episcopio, Piana del Mercato, San Gregorio). La chiesa di San Marco risale ai primi del XIV secolo; l’abside e la facciata sono settecenteschi. Il terziere ospita l’Ospedale cittadino, completato nel 1719 sotto il Vescovo Card. Spada, e diverse dimore aristocratiche e alto-borghesi, come palazzo Sinibaldi (settecentesco, con scala barocca) e palazzo Lardinelli, sede dell’omonimo stabilimento per la produzione della seta, fondato nel Settecento e divenuto nel 1851 la prima filanda a vapore dello Stato Pontificio.

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