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Festa della polizia penitenziaria:
carenza di personale
negli istituti detentivi di Ancona

CELEBRAZIONI ieri nella sede di Barcaglione del 202° anniversario della fondazione del Corpo dei baschi azzurri con il bilancio dell'attività annuale e il racconto del lavoro spesso difficile svolto dagli agenti con professionalità, umanità, competenza e serietà nei due carceri dorici
venerdì 20 Settembre 2019 - Ore 13:08
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Le autorità che hanno preso parte alla manifestazione

 

 

Al cospetto di un nutrito parterre di autorità, si è celebrato ieri 19 settembre, nella sede di Barcaglione degli istituti penitenziari di Ancona, il 202° anniversario della fondazione del Corpo di polizia penitenziaria. E’ stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dell’intervento del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dell’intervento del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, pronunciati in occasione della Festa Nazionale del Corpo di polizia penitenziaria, tenutasi a Roma in data 8 luglio 2019, nonché del messaggio di saluto del provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per l’Emilia Romagna, Gloria Manzelli. Nel corso della cerimonia, sono altresì state consegnate numerose ricompense ad appartenenti al Corpo che si sono contraddistinti per qualità morali e professionali ed è stato rivolto un commosso ricordo ai caduti del Corpo, vittime del dovere che hanno immolato la loro vita in difesa delle istituzioni.

Il direttore degli istituti penitenziari di Ancona, Manuela Ceresani,

A fare gli onori di casa, il direttore degli istituti penitenziari di Ancona, Manuela Ceresani, il comandante del Reparto della sede di Barcaglione, commissario coordinatore Barbara Omenetti e il comandante del Reparto della sede di Montacuto, commissario capo Nicola Defilippis, per tributare un sentito riconoscimento alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria dei due reparti che garantiscono quotidianamente la sicurezza in uno dei luoghi più difficili della nostra società: il carcere. Il comandante del Reparto di Barcaglione e il sirettore hanno sottolineato, tra l’altro, nei loro interventi, sia il fondamentale ruolo della polizia penitenziaria, anche nel mandato istituzionale della partecipazione all’attività di osservazione e trattamento dei detenuti, affinché il principio dell’art. 27, comma 2, della Costituzione, secondo cui le pene «devono tendere alla rieducazione del condannato», possa trovare concreta applicazione sia l’importanza, proprio nell’ottica del reinserimento dei detenuti al termine della pena, di un costante e fervido collegamento con il territorio che, lungi dal considerare il carcere come un mondo invisibile, un mondo a parte, lo riconosca invece come parte integrante del tessuto sociale.

Il carcere di Barcaglione

Essendo la giornata, non soltanto un momento simbolico di pura celebrazione, ma anche di bilancio, il comandante del Reparto della Sede di Barcaglione, ha altresì illustrato l’attività operativa dei reparti di Polizia penitenziaria degli Istituti Penitenziari di Ancona nell’ultimo anno, presso entrambe le sedi. Presso la sede di Barcaglione, la pianta organica prevista per il reparto di polizia penitenziaria è di 64 unità, a fronte delle 49 unità in servizio effettivo dei diversi ruoli e qualifiche, con una carenza di personale pertanto superiore al 23 %, percentuale che è di gran lunga maggiore per il ruolo ispettori e sovrintendenti. A Barcaglione sono presenti ad oggi 81 detenuti media sicurezza condannati in via definitiva, di cui 22 sono stranieri e di cui 16 sono attualmente ammessi al lavoro all’esterno ex art. 21 dell’ordinamento penitenziario. Nel corso dell’ultimo anno si sono avuti 73 ingressi e 28 scarcerazioni e sono state concesse 14 misure alternative alla detenzione e 68 permessi premio.  Il personale di polizia ha altresì assicurato 53 prelievi del Dna a detenuti all’atto della scarcerazione. Per quanto riguarda gli eventi critici, si registra un lievissimo aumento: 40 casi rispetto ai 38 dell’anno precedente, nella quasi totalità con un livello di priorità bassa e tutti gestiti con prontezza di intervento tale, da evitare conseguenze ulteriori e più gravi. Sempre nel corso dell’ultimo anno, sono stati effettuati n. 2855 colloqui dei detenuti con i familiari e, da 3 mesi a questa parte, vengono garantiti colloqui in collegamento audio visivo, tramite la piattaforma skype for business, dei detenuti con i propri familiari sia sul territorio nazionale sia all’estero.

Il carcere di Montacuto

Con riferimento alla sede di Montacuto, sono stati enunciati alcuni dati che denotano l’ingente carico di lavoro. La sede di Montacuto, presenta anch’essa una grave carenza di personale. Sono oggi in servizio effettivo 129 unità tra i diversi ruoli e qualifiche, rispetto alle 176 previste dalla pianta organica con una carenza pari a 47 unità.  Il numero dei detenuti è attualmente di 320 a fronte di una capienza regolamentare prevista di 257 detenuti. Tra i 320 detenuti, 6  sono ammessi al lavoro all’esterno ex art. 21 dell’ordinamento penitenziario e 6 sono semiliberi. Dei 320, 125  sono stranieri e il 35 per cento presenta problemi legati alla tossicodipendenza, mentre 84 sono i detenuti del circuito “alta sicurezza”, appartenenti alla criminalità organizzata.

Il reparto di Polizia Penitenziaria di  Ancona Montacuto nell’ultimo anno ha assicurato 618 ingressi, di cui 339 dalla libertà, a fronte di 279 scarcerazioni.  Nell’arco dell’anno sono state concesse 13 misure alternative alla detenzione e 17 permessi premio. E’ stata evidenziata invece una diminuzione degli eventi critici: 369 casi rispetto ai 420 dell’anno precedente e per fortuna nessun tentato suicidio o suicidio e tutti episodi gestiti con grande professionalità dalla polizia penitenziaria, con il validissimo supporto degli altri operatori penitenziari. Sempre presso la sede di Montacuto, si è registrato un incremento delle notizie di reato che sono state 52, mentre sono stati 349 gli atti delegati dall’autorità giudiziaria; 37 sono state le violazioni al codice della strada accertate.

Il carcere dorico di Montacuto

Per quanto concerne invece la movimentazione di detenuti sul territorio, si è registrato  nel corso dell’ultimo anno, un ulteriore significativo aumento, con 2643 detenuti tradotti, per un totale di 1588 traduzioni, delle quali 187 nazionali, 510 regionali e 1027 locali: per l’effettuazione di queste traduzioni sono stati impiegati 5118 operatori di polizia.  Sono stati inoltre piantonati presso luoghi esterni di cura 14 detenuti, per un totale di 80 giorni, con l’impiego di 599 operatori. Tale imponente flusso ha visto impiegate ben 5717 unità di personale. I dati brevemente enunciati rappresentano solo una minima parte dei servizi che i reparti di Barcaglione e Montacuto hanno assicurato nell’ultimo anno, ma indubbiamente denotano, soprattutto in un momento storico in cui le risorse a disposizione si riducono sempre di più, tutta l’importanza di un Corpo che svolge un lavoro difficile, spesso con scarsa visibilità all’esterno, con professionalità, umanità, competenza e serietà, nella consapevolezza dell’insostituibile ruolo svolto al servizio del Paese.

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