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Contachilometri manomessi
per vendere supercar:
altri tre truffatori in carcere

OPERAZIONE - Si è chiuso il cerchio attorno alla gang di romeni indagata per oltre cento frodi commerciali commesse nel settore della compravendita di automobili. Lo scorso giugno, i carabinieri avevano arrestato già due componenti del gruppo
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Foto d’archivio

 

Oltre cento vetture immesse in maniera fraudolenta sul mercato e un giro d’affari da mezzo milione di euro. Si è chiuso ieri pomeriggio il cerchio attorno all’operazione ‘Chilometro Zero’ condotta dai carabinieri delle Brecce Bianche sotto il coordinamento del pm Daniele Paci. Sono stati braccati gli ultimi tre componenti del sodalizio accusato di aver manomesso il contachilometri di centinaia di auto per poi venderle e a un prezzo maggiorato rispetto al loro reale valore di mercato. In carcere ci sono finiti un 50enne, un 22enne e una 25enne, tutti di origine romena. Dietro le sbarre, perchè arrestate lo scorso giugno, ci sono già due donne, anche loro romene, di 30 e 48 anni. I tre arrestati ieri sono stati bloccati da carabinieri –che da tempo ne monitoravano i movimenti – a bordo di un taxi che aveva da poco oltrepassato il casello autostradale di Senigallia in direzione sud. I componenti della banda sono accusati a vario titolo  di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio. I militari guidati dal comandante Giuseppe Caiazzo hanno monitorato l’attività del gruppo da gennaio ad aprile 2019. E’ contestata  la compravendita di più di 130 autovetture alle quali erano state, mediante una sofisticata apparecchiatura,  ridotti i chilometri.  Il gruppo, con sede operativa ad Ancona (avevano due filiali per accogliere i clienti), pubblicizzavano la loro attività sui principali motori di ricerca, attirando persone da ogni parte di Italia. Sono 13 le regioni di provenienze dei clienti truffati.

Da sinistra il comandante Caiazzo e il maggiore Fabio Ibba

Tra le più bersagliate, le Marche, l’Umbria e l’Emilia Romagna. I carabinieri sono riusciti ad analizzare centinaia di vendite di autoveicoli risultate tutte anomale poiché, dalla verifica effettuata, le stesse presentavano notevole alterazione del contachilometri, arrivando – in moltissimi casi – a riduzioni di oltre 200mila chilometri, ovvero fino al triplo delle misurazioni originali. In questo modo veri e propri “bidoni” – pericolosi per l’incolumità dei passeggeri e della stessa circolazione stradale – sarebbero stati trasformati in “super car” dall’apparente motore immacolato, sostenendo in modo sistematico che le stesse erano classificabili “unico proprietario” benché alcune di esse fossero state in possesso di diversi automobilisti.  Ulteriore elemento, per ottenere la fiducia dei clienti, era il dato che tutte le vetture fossero messe in vendita con la revisione appena fatta. Proprio su questo punto le indagini si sono allargate ad un’officina di revisioni auto, che costantemente certificava l’esito positivo del controllo con i chilometri scalati. Dalle indagini sono emerse le responsabilità di due agenzie di pratiche auto di Ancona, che in accordo con gli arrestati, favorivano i passaggi di proprietà falsificandone gli atti.

(Redazione CA)

Vendevano supercar con il contachilometri taroccato: due donne in arresto

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