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Caglioti sospeso, insorge la Lega:
«Chiarimenti subito o parte l’esposto»

ANCONA - Tuona il gruppo consiliare del Carroccio contro la decisione del comandante della Municipale Rovaldi di interdire dal servizio per 10 giorni il maggiore che ha contribuito all'inchiesta sulla corruzione in Comune
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A destra il maggiore Caglioti

 

«Mancinelli e Rovaldi vogliono chiudere la sezione giudiziaria? Lo fanno perché la ritengono poco utile o perché dà fastidio? Chiariscano o faremo esposto in procura». Così il gruppo consiliare della Lega sulla sospensione decretata per il maggiore Marco Caglioti, uno degli attori – assieme alla Squadra Mobile – dell’inchiesta sui presunti episodi corruttivi avvenuti in comune. «Attendiamo nel prossimo Consiglio Comunale dei chiarimenti urgenti, intanto non possiamo fare a meno di notare delle strane, preoccupanti coincidenze. Ricapitoliamole. La sezione giudiziaria ha partecipato all’attività di indagine che ha fatto emergere il 13 giugno scorso il fatto che la Biblioteca Benincasa non fosse a norma. La coincidenza vuole che proprio il 15 giugno il maggiore Marco Ivano Caglioti venisse rimosso dalla posizione di guida della sezione giudiziaria. In seguito, la sezione giudiziaria è protagonista, insieme alla Polizia di Stato, delle indagini sulla corruzione in Comune, indagini che emergono pubblicamente il 7 novembre scorso. Ebbene, per un’altra strana coincidenza il 6 novembre la Sezione Giudiziaria veniva deprivata di ben due agenti su quattro, mentre l’11 novembre il Maggiore Caglioti viene addirittura sospeso per dieci giorni senza retribuzione.  Tutte queste sono solo coincidenze? Bene, lo dovranno spiegare in Consiglio Mancinelli e Rovaldi. Senza un chiarimento convincente non potremo che ripercorrere la strada dell’esposto alla Procura». Sulla questione Caglioti è intervenuto anche Gianluca Quacquarini del Movimento 5 Stelle che ha parlato di «provvedimento ad orologeria»«Credo che nella logica, e nella normalità delle cose, sarebbero stati da comminare dei provvedimenti di sospensione alle persone coinvolte nell’inchiesta e non a chi ha fatto scoprire certi comportamenti». E ancora: «I segnali che il nucleo di polizia giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona dava fastidio ci sono da mesi. Questi uomini, seppur con pochi mezzi a disposizione ha, negli anni, dato ottimi risultati, rendendo evidenti sacche di potere e truffe di vario genere e provenienza. Evidentemente, l’aver toccato situazioni “delicate”, ha dato fastidio a qualcuno. Il provvedimento di sospensione nei sui confronti è scattato da lunedì 11 novembre 2019, e cioè pochi giorni dopo che la Polizia di Stato è entrata nel “palazzo” per procedere all’arresto del dipendente comunale, alle perquisizioni e ai sequestri di materiale riguardante l’inchiesta».

 

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