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Chiusura del Rio Club, la direzione:
«Se Mairead si fosse presentata ubriaca
non l’avremmo mai fatta entrare»

ANCONA - E' la versione dei gestori della discoteca chiusa ieri dalla polizia per i prossimi 20 giorni. «Facciamo una severa selezione all'ingresso. Nessuno ha visto quella povera ragazza barcollare. Il provvedimento firmato dal questore è già stato impugnato»
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La polizia a Marina Dorica

 

«Quella povera ragazza irlandese non si è presentata ubriaca. Altrimenti non sarebbe mai entrata in discoteca. Ci teniamo a fare una severa selezione all’ingresso proprio per evitare situazioni spiacevoli. L’obiettivo è dare l’idea di un locale pulito». Sono le parole dei gestori del Rio Club, la discoteca di Marina Dorica che la polizia ha chiuso ieri a causa di un provvedimento firmato dal questore Claudio Cracovia. Il locale dovrà tenere la musica spenta per venti giorni perchè, secondo le risultanze investigative della Squadra Mobile, avrebbe servito alcol a una ragazza che aveva già bevuto oltre i limiti: Mairead Breffni O’Connor, la 30enne irlandese morta affogata dopo essere scivolata dalla passerella dello yacht su cui lavorava come hostess. Per la direzione del Rio, «la ragazza è andata via dal locale in buono stato. Nessuno degli addetti l’ha vista barcollare, altrimenti qualcuno sarebbe intervenuto dato che in discoteca è anche presente il personale adibito al primo soccorso. Il Rio sta cercando di avere una clientela selezionata. L’obiettivo non è sforare leggi e la normativa presente». I gestori hanno comunque deciso di impugnare il provvedimento e ricorrere al Tar. Se il tribunale dovesse rigettare il ricorso, la prima data utile per far risuonare la musica è la vigilia di Natale. Sui profili social della discoteca c’è stato un ulteriore intervento della direzione: «Abbiamo preferito il silenzio ieri, siamo profondamente dispiaciuti per quanto successo alla povera ragazza, le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia, perché questa è una tragedia. Dal canto nostro però non ci riteniamo in nessun modo causa di questa disgrazia. Siamo un locale, un gruppo di ragazzi, che si impegnano per far divertire la comunità, che promuovono il divertimento senza alcool per i ragazzi la domenica pomeriggio e che possono contare su personale qualificato abbastanza da non somministrare alcolici a chi non è in condizione. Unica cosa positiva di ieri è stata la vostra vicinanza. Tutto l’affetto ricevuto ci dà un gran sollievo e conforto, e per questo ve ne ringraziamo. Ricordiamo che la direzione aveva già deciso che il locale sarebbe rimasto chiuso l’8 dicembre per rispetto verso l’anniversario della Strage di Corinaldo».

(Fe.ser)

Steward irlandese morta annegata, il questore chiude il Rio Club: «Non doveva servire alcol»

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