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Stroncato da un malore in giardino,
muore l’imprenditore Luciano Ghergo

OSIMO - Aveva 71 anni ed era il contitolare della Gi&E. Il suo cuore ha cessato di battere nella villa di Padiglione, l'allarme lanciato dalla moglie. Il sindaco Pugnaloni: «Tu possa essere esempio per tutti noi»
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Luciano Ghergo

 

Lutto nell’imprenditoria marchigiana. È morto a 71 anni, oggi pomeriggio stroncato da un improvviso malore, un probabile infarto cardiaco, Luciano Ghergo contitolare della Gi&E di Osimo. L’imprenditore che in passato aveva sofferto di cardiopatia, si trovava nel giardino della sua villa, a Padiglione di Osimo, quando intorno alle 16 ha perso conoscenza e non ha più riaperto gli occhi. La moglie Bruna che si trovava in casa con lui, disperata, ha allertato il 118 ma all’arrivo dei soccorritori non c’era già più niente da fare.

Tenacia, lungimiranza e determinazione sono state le qualità che  hanno sempre contraddistinto  l’azione dell’imprenditore osimano e che gli hanno permesso di far crescere l’attività di famiglia portandola a una dimensione industriale. La Ghergo Industry & Engineering, il gruppo imprenditoriale della famiglia Ghergo era stato fondato nel 1974. Nella seconda metà degli anni 2000, in forte ascesa, aveva acquisito anche lo stabilimento ex Pignone di Scossicci, a Porto Recanati. Dopo l’incipit impresso da Luciano con il fratello Clemente, la holding che si occupava di edilizia, impiantistica elettrica, produzione di turbine e compressori per il settore petrolchimico, era così giunta al managment di seconda generazione. L’azienda ha realizzato, tra i tanti progetti, gli impianti di potabilizzazione mobile della protezione civile delle Marche, il palazzetto dello sport di Jesi, il centro ‘Il Maestrale’ ed il teatro ‘La Fenice’ di Senigallia, gli impianti di depurazione anche degli ospedali di Tolentino, Bari San Paolo e Spallanzani di Roma.

Lo stabilimento di Porto Recanati

La storica Gi&E è passata ad agosto nelle mani della Dimsport Srl, che è entrata nella maggioranza del capitale della Glf Turbine Srl, acquisendo il ramo d’azienda “Hot Parts”. Con la business unit, la società in provincia di Alessandria, leader nel tuning elettronico per il settore automotive, ha acquisito gli asset delle turbine, la tecnologia, una parte dell’impianto e del plesso produttivo di Porto Recanati, nonchè 50 dipendenti sui 67 totali. L’azienda Gi&E, da tempo in crisi e dichiarata fallita il 17 settembre 2018, è una storica fornitrice di componenti per le turbine della multinazionale “General Electric” e di molte altre grandi società nel mondo. Questa operazione ha permesso che non venissero interrotte le commesse tuttora in corso. La società fondata dalla famiglia Ghergo era stata già acquisita circa 50 anni fa dalla “Nuovo Pignone”, controllata del gruppo Eni, che voleva dismetterla. Ha poi conosciuto, nei decenni appena passati, uno sviluppo importante ed era un concentrato di alta tecnologia e di commesse di qualità per turbine.

Luciano Ghergo sarà però ricordato anche e soprattutto come persona colta e dai gusti raffinati, che aveva guidato come presidente il Lions Club di Osimo e che, da  grande appassionato di lirica, aveva contribuito negli ultimi decenni a far conoscere nel mondo le potenzialità dell’Accademia lirica di Osimo. La notizia della sua improvvisa morte si è diffusa subito in città, nello sgomento generale. «Un grande imprenditore osimano illuminato e generoso oggi ci ha lasciato improvvisamente. – scrive il sindaco Simone Pugnaloni – A nome mio personale e di tutta la citta’ le piu sentite condoglianze ai familiari di Luciano Ghergo. Davvero una grande perdita. L’ho incontrato pochi giorni fa proprio in ospedale che aveva bisogno per sua mamma, ed ora pensare che non c’è più mi getta nel più grande sgomento. Per la città è stato anche un’emblema nell’impegno a sostegno dello sport e della cultura con il fratello Clemente e tutta la famiglia impegnati ognuno in prima persona nelle attivita’ non solo aziendali di famiglia, ma nella gloriosa storia del basket osimano e Luciano come presidente per lunghi anni dell’Accademia d’arte lirica e corale. Luciano, ricorderò sempre l’entusiasmo ed il sorriso che portavi sempre con te quando mi raccontavi dei nuovi investimenti fatti a Matelica acquistando un ramo d’azienda del gruppo Merloni e di quanto amavi l’Accademia d’arte lirica e corale, ma più di tutti quanti tifavi per la tua frazione di Padiglione dove per anni hai animato la festa d’estate della parrocchia. Grazie Luciano. Tu possa essere esempio per tutti noi».

La camera ardente è stata allestita nella casa funeraria Re di via dei Tigli a Padiglione di Osimo. Il funerale dell’imprenditore, che lascia la moglie Bruna e i figli Lorenzo, Stefania e Roberta, si svolgerà domenica alle 14,30 nella chiesa parrocchiale di Padiglione.

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