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«Mi hai rotto il telefonino»
e dopo l’incidente il ciclista chiede
65 euro di danni all’automobilista

SENIGALLIA - La famiglia a bordo della vettura teme di essere stata truffata e sporgerà denuncia. «Ieri stavamo uscendo da un parcheggio di via Leopardi quando abbiamo sentito un gran botto dietro e visto quel giovane a terra con la sua bicicletta. Abbiamo pagato la somma richiesta preoccupati per il suo stato di salute ma nessun altro deve cadere in questo raggiro» raccontano
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Simulare un falso incidente stradale in bicicletta e poi chiedere i danni per lo schermo del telefonino infranto nell’urto. E’ ultima frontiera della truffa, quella del cellulare rotto, che individua come vittime preferite  ignari automobilisti. Ieri pomeriggio in questo raggiro, dalla tecnica già collaudata nelle grandi città, teme di essere caduta una famiglia di Senigallia. «Io e mio marito con la bambina di 4 anni eravamo appena usciti dalla chiesa del Portone – racconta A.C., senigalliese di 40 anni – Saliamo in auto, facciamo retromarcia per uscire dal parcheggio in via Leopardi ma neanche mezzo metro, e sentiamo un gran botto dietro. Scendiamo e vediamo un ragazzo a terra con sopra la sua bicicletta e il cellulare per terra. Il giovane si alza tutto dolorante come se avesse preso una gran botta, si tira in piedi e lamenta dolore alla gamba, dice di essere uscito dall’ospedale 3 giorni prima per un piccolo intervento». La famiglia è, a ragione, preoccupata per le condizioni del ciclista che si lamenta dolori. «Nel frattempo – prosegue la 40enne – si avvicina un ragazzo, faccia pulita, sui 25 anni, e ci chiede se è tutto a posto, se avessimo bisogno di qualcosa e poi aggiunge che ha visto l’urto tra la nostra auto a la bici perchè era appena passato di li». Passano alcuni secondi e il racconto si arricchisce di nuove figure, di altri 3 giovani che si trattengono a commentare l’accaduto.

«Uno dice al ragazzo che ha visto e ha preso una bella botta, di aspettare un attimo perchè l’adrenalina non gli stava facendo sentire il dolore, ma passata qualche ora poi avrebbe avvertito molto più male- ricorda A.C. – Il ciclista era italiano, forse dell’entroterra ma non siamo sicuri, gli altri 4 (poi abbiamo collegato) probabilmente erano suoi complici ed erano anche loro italiani al 100%. Per farla breve, il ragazzo caduto a terra tira fuori un cellulare S8, rotto avanti e dietro e dice che gli basta che gli risarciamo quello. Gli vanno bene 70 euro, poi vuole telefonare al fratello per chiedergli conferma dell’importo, chiama con un altro cellulare, della moglie dice, e conferma 67 euro. Gliene diamo 65, fine della storia. La cosa però ci sembrava strana e tornati a casa, cercando su internet in effetti ci siamo resi conto che era un copione ben studiato, che poteva essere stata una truffa, la truffa del cellulare rotto. Oggi andremo comunque a sporgere denuncia». La vicenda è stata raccontata dalla senigalliese sui social media. «Vabbè siamo stati ingenui ma eravamo preoccupati che quel ragazzo si fosse fatto male. – spiega la donna – Spero però che il mio racconto serva come allarme per qualcun altro. Dividersi 65 euro in 5, temo che li porterà a ripetere la cosa più e più volte».

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