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Uccise il figlioletto di 5 anni,
assolto in appello Besart Imeri
«Totale vizio di mente»

SENTENZA - Annullata la condanna a 12 anni di reclusione per il 28enne macedone che il 4 gennaio 2018, a Cupramontana, aveva soffocato in auto il suo primogenito. L'assoluzione è arrivata dopo la perizia psichiatrica disposta dal tribunale, I giudici hanno anche stabilito una misura di sicurezza per la pericolosità sociale dell'uomo: 10 anni in una Rems
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Il piccolo Hamid con il papà Besart

 

di Federica Serfilippi

Assolto per la totale incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti. E’ terminato in questa maniera il processo d’appello a carico del 28enne macedone Besart Imeri, l’ex operaio accusato di aver soffocato il figlio Hamid il 5 gennaio 2018, a Cupramontana. Il piccolo aveva 5 anni. La decisione dei giudici è stata presa dopo oltre due ore di camera di consiglio. In primo grado, il macedone era stato condannato in abbreviato a scontare 12 anni di reclusione. Essendo stata rilevata la pericolosità sociale dell’uomo, i giudici hanno anche disposto una misura di sicurezza: Imeri dovrà essere trasferito dal carcere di Montacuto in una Rems, dove dovrà passare i prossimi 10 anni. A provocare il ribaltone in appello è stata la perizia psichiatrica che la Corte ha affidato al professore bolognese Renato Ariatti. Lo psichiatra ha ravvisato nel macedone – difeso dall’avvocato Raffaele Sebastianelli – un delirio mistico religioso, dettato principalmente da un ‘polistress’ legato alla perdita del lavoro come operaio e l’arrivo di un secondo figlio. Imeri, nei vari colloqui con gli inquirenti, aveva sempre sostenuto di aver ucciso Hamid (l’omicidio era avvenuto nel sedile posteriore dell’auto posteggiata di fronte casa) perchè spinto da una forza sovrannaturale che si era impossessato di lui. Una sorta di demone da cui non è riuscito a liberarsi e appartenente all’islamismo, la fede a cui si era fortemente avvicinato il macedone pochi mesi prima di commettere l’omicidio. Non è escluso che il difensore possa ricorrere in Cassazione per ottenere un diverso giudizio sull’entità della misura di sicurezza.

Soffocò il figlioletto in auto: 12 anni di carcere al killer di Cupramontana

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