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L’ultimo saluto a Sandro Paradisi,
la figlia Gaia:
«Ora raccogliamo il suo testimone»

JESI - Una toccante cerimonia per dire addio all'imprenditore morto domenica mattina mentre pedalava in sella alla sua bici
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L’uscita del feretro davanti alla chiesa Regina della Pace

 

di Talita Frezzi

Un ultimo saluto che è stato anche un momento solenne in cui sancire un impegno importante, raccogliere il testimone di un uomo di grande valore e tradurre il suo esempio in azioni concrete per la Paradisi srl, la torneria di precisione di cui Sandro Paradisi era presidente. Oggi pomeriggio la chiesa Regina della Pace di Jesi non è riuscita a contenere l’abbraccio commosso del mare di persone intervenute al funerale dell’imprenditore jesino stroncato da un infarto a 60 anni mentre passeggiava in bicicletta con degli amici. Una cerimonia partecipata, toccante in cui ciascuno ha voluto lasciare un ricordo, un pensiero, condividere un sentimento di stima e di affetto. Il feretro coperto di fiori bianchi, su cui la famiglia ha poggiato la maglietta da cicloamatore del Deb Club e una foto di Sandro.

Sandro Paradisi

«Ringrazio tutti per l’affetto dimostrato – ha detto la figlia maggiore Gaia – sarò di poche parole, esattamente come era mio padre. Se è stato capace di riunirci tutti qui, qualcosa di buono lo ha fatto. Mio padre aveva due famiglie, noi e l’azienda. Ora sta a noi – rivolgendosi poi a dipendenti e collaboratori – andare avanti insieme e portarla avanti facendoci ispirare dai suoi ideali». I collaboratori della Paradisi srl hanno affidato a Luca Violini un breve messaggio di saluto: «Ci hai lasciato un’azienda bellissima e diversa dalle altre». Tante persone, gli amici della Fondazione Succisa Virescit e tanti esponenti del mondo imprenditoriale della regione Marche e della politica cittadina si sono stretti al dolore della moglie Alessandra, delle figlie Gaia ed Emma, della sorella Tiziana e della mamma Giuseppina. Tra i tantissimi presenti, il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci con il gonfalone, una realtà che ha avuto la carezza generosa dell’imprenditore jesino, impegnato attraverso la Fondazione Succisa Virescit in una raccolta fondi per costruire una nuova scuola dopo i danni del sisma. «Sandro era un uomo umile e sincero – ha detto nella sua omelia don Giuliano Fiorentini, che ha celebrato la funzione insieme a don Emanuele Contadini e al diacono Marco D’Aurizio – era pieno di onestà, forza, rispetto e mansuetudine». Tra i tanti ricordi e le letture affidate alla voce di Luca Violini e la musica de “La Vita è bella”.

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