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Blitz dei carabinieri al Mig,
sequestrata la panchina contesa:
due imprenditori indagati

ANCONA - Si tratta di una di quelle storiche di piazza Cavour che dopo il restauro doveva essere ricollocata, invece non era stata restituita ma si trovava esposta al Museo italiano della ghisa, a Longiano. La procura ha aperto un'inchiesa
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La panchina contesa che è stata sequestrata

 

di Giampaolo Milzi 

La panchina “contesa”, la più pregevole di piazza Cavour, è tornata ad Ancona, sequestrata dai carabinieri al Museo italiano della ghisa (Mig) a Longiano su ordine del sostituto procuratore di Ancona, Paolo Gubinelli, il quale ha iscritto nel registro degli indagati gli imprenditori Alessandro Campanelli e Antonio Neri. L’unico reato inizialmente ipotizzato è la rimozione e collocazione illecita al Mig legata alla mancata richiesta di nullaosta alla Soprintendenza unica delle Marche. Un atto che – come da decreto legislativo 42/2004 (Codice dei Beni culturali) – Campanelli, dell’azienda Campanelli Costruzioni incaricata dal Comune di Ancona della generale ristrutturazione-conservativa della piazza poi re-inaugurata il 22 luglio 2016, e Neri, titolare della Neri spa che conseguì in subappalto il restauro degli arredi urbani, ovvero panchine e lampioni, avrebbero dovuto ottenere prima di esercitare i loro incarichi.

Con “l’aggravante” che la panchina – una delle cinque caratterizzate dal più ampio schienale riportante il testo del Bollettino della Vittoria emanato dal Comando supremo delle Forze Armate il 4 novembre 1918, firmato dal generale Armando Diaz (celebrativo della sconfitta impartita all’impero austro-ungarico dall’eroico esercito italiano e della fine della prima guerra mondiale) non è stata riposizionata nel suo luogo originario, la grande, centralissima piazza realizzata nel capoluogo marchigiano nel 1868. Il blitz compiuto nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale (Ntpc) e l’inchiesta della magistratura tendono ad eliminare quella che tanti storici, appassionati della storia anconetana e semplici cittadini hanno vissuto come una vera “beffa”. In quanto la Neri spa, dopo aver ricevuto dal Comune di Ancona tutte le 67 panchine storiche, in parte integre, in parte deteriorate, molte ridotte a pezzi, risalenti al 1920 (forgiate dalla Fonderia Cristofani di Lucca), aveva lavorato sì con perizia, restituendone al committente 62 di tipo standard, ma solo 4 di quelle rese speciali e particolarmente preziose dal testo di Diaz; mentre aveva trattenuto lo schienale della quinta col discorso del generale, e dopo averla ricostituita integralmente con altre parti ricevute l’aveva donata al Mig, dov’è rimasta in esposizione fino al sequestro.

Il pm Gubinelli

L’inchiesta e i suoi probabili sviluppi – La soprintendente Marta Mazza ha confermato la mancata richiesta di nullaosta preventivo e il “vincolo” della panchina a piazza Cavour ai “carabinieri della cultura”, i quali, diretti dal maggiore Carmelo Grasso, hanno acquisito i documenti relativi all’appalto generale e al subappalto. Probabile che l’inchiesta si allarghi, con nuovi indagati e ipotesi di reato. Gli accertamenti in atto riguardano e riguarderanno tutti gli step della vicenda dall’inizio, in un quadro allargato: come è stato redatto l’intero progetto di piazza Cavour e che controlli ha subito in Comune; come sono stati scritti i termini del contratto integrativo con la Neri spa per il corposo restauro delle panchine e quali erano  i precisi impegni della Neri spa nei confronti dell’amministrazione comunale; quali persone (dipendenti  e funzionari comunali, professionisti esterni, altri soggetti) e come hanno agito in tutto l’iter; fino a chiarire quindi tutte le eventuali responsabilità per la sparizione, prima, e per la ricomparsa, poi, della quinta “panchina della vittoria” a Longiano. Tali accertamenti potrebbero quindi spingere il pm Gubinelli a verificare altri illeciti.

L’origine del procedimento penale e il ruolo dei politici – Gli uomini dell’Ntpc si sono attivati dopo che il 21 ottobre scorso la leghista Antonella Andreoli, dal suo banco in Consiglio comunale, aveva presentato un’interrogazione sul caso della sparizione della panchina, la cui foto era ricomparsa nel web blog del Mig di Longiano. Con l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Manarini, che nel rispondere era caduto dalle nuvole, per poi promettere di adoperarsi per il trasferimento dell’artistica opera ad Ancona. Un integrativo impulso alle indagini era giunto dall’inchiesta di Cronache Ancona. Che evidenziava come la spa Neri aveva regalato la panchina alla Fondazione Neri (di cui è principale sponsor), che gestisce il Mig di Longiano.

L’assessore Paolo Marasca

Del caso si era quindi interessato l’assessore comunale alla Cultura Paolo Marasca, il quale, consultatosi coi colleghi Manarini e, probabilmente Foresi (alle Manutenzioni), aveva avuto uno scambio di e-mail con Raffaella Bassi, direttrice del Mig. Ne era scaturita un’idea risolutiva di compromesso: “Lasciamo al Mig la panchina in comodato d’uso gratuito per proseguire l’esposizione per un anno, poi la restituzione”. Soluzione bocciata dalla Bassi, intervistata da Cronache Ancona, dopo una premessa: «Tutto è filato a norma, non abbiamo sottratto nulla, dei nostri artigiani specializzati (della Neri spa, ndr) hanno usato del materiale di risulta consegnatoci dal Comune di Ancona e hanno ricostruito una panchina simile, le gambe sono un po’ diverse, alle 4 tornate in piazza Cavour. Al Comune abbiamo fatto una proposta precisa: vi ridiamo solo lo schienale col Bollettino di Diaz, o tutta l’opera rismontata». Le ultime dichiarazioni di Marasca, risalenti a metà dicembre scorso? «Proporremo un atto affinché la Giunta l’approvi per pretendere la restituzione dal Mig. Se riavremo solo i pezzi, sarà il Comune a riassemblare la panchina». Atto di Giunta, però, di cui non si è mai saputo nulla.

La storica panchina di piazza Cavour contesa tra Ancona e il Mig di Longiano

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