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Lastre di cemento distrutte:
il maltempo devasta il Passetto
(Foto)

ANCONA - Le mareggiate di questi giorni hanno divelto due blocchi della pavimentazione della spiaggia, proiettandoli fin sotto le reti delle falesia
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Una delle lastre danneggiate

 

di Giampaolo Milzi

L’Adriatico ha schiaffeggiato di brutto anche la costa anconetana, non risparmiando il litorale del Passetto, con grandi lastre di cemento catapultate da onde alte fino a due metri e mezzo, anche stamattina, fin sotto la rupe. Basta osservare queste foto di stamattina, appunto, scattate proprio alle 10, per capire l’entità dei danni, neanche dalle acque fosse uscito Nettuno in persona per giocare al lancio del peso. “Mare molto mosso”, ieri “raffiche di vento fino a 100 km orari”, “bora polare”, “freddo di origine artico-marittima, con calo della temperatura di 15 gradi”. Tutto previsto dalle allerte meteo scattate già nei giorni scorsi, tutto previsto e noto alla Protezione civile. Ma tant’è. Due piatti blocchi di cemento, probabilmente la notte scorsa, sono stati sradicati dalla pavimentazione e proiettati per ben 15 metri fin sotto le reti di protezione e contenimento della ripida falesia nella zona tra l’ascensore e uno dei bracci di scalinate che conducono al belvedere del Monumento ai Caduti. Una a tre metri dall’inizio della rampa. Ovviamente questo è un bilancio parziale di danni molto ingenti, e inevitabili. Lesioni che si sono aggiunte a quelle di un’altra fortissima mareggiata di qualche mese fa, che aveva provocato, tra l’altro, il distacco un altro lastrone di cemento parte del lungo muricciolo di protezione dell’ampio camminamento che dal ristorante sulla palafitta si spinge in direzione dell’ascensore. Il blocco è ancora lì. Ci vorranno le ruspe e mezzi pesanti per spostarlo e riposizionarlo, lo stesso vale per gli altri blocchi citati. Necessario un intervento dell’Amministrazione comunale, con relativo stanziamento di fondi straordinari, per una completa opera di pulizia di detriti, pietre più o meno grandi (alcuni distaccatisi dalla rupe) pezzi di scogli artificiali, legname, rifiuti volati sulla spinta delle montagne d’acqua che hanno infierito per oltre 48 ore su tutto il fronte mare del Passetto, per centinaia e centinaia di metri, dall’ultimo tratto delle grotte sotto il parco, ad est, fino a ben oltre – in direzione opposta – la Seggiola del Papa. I “grottaroli” – proprietari delle caratteristiche cavità scavate nei decenni nella roccia calcarea e adibite a piccoli locali (anche ad uso ripostigli per materiali da pesca, lavoro e d’uso quotidiano) da “vivere” in compagnia per pranzi e cene soprattutto nei mesi caldi – non sono stati solo a guardare, hanno fatto quel po’ che potevano cercando di metterci le classiche “pezze”. Il “generale Inverno” ha naturalmente sparato le sue cannonate. Ora ci si aspetta che il Comune si dia una mossa per riportare la situazione alla normalità, e in piena sicurezza, in vista della nuova stagione estiva. Sempre che, nel frattempo, Eolo e Nettuno, non sferrino nuovi, durissimi attacchi.

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