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Porto dorico da record:
gli occupati salgono a 6mila

ANCONA - Dalla ricerca emerge che il totale di lavoratori nel privato all'interno degli scali di competenza dell'Authority (oltre a quello dorico, Pesaro, San Benedetto, Ortona, Pescara) è di 8.066 nel 2018 (+1,9% rispetto al 2017), che salgono a 9.016 se sommati a quelli pubblici
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Da sinistra, Nicola Ianuale, Rodolfo Giampieri e Matteo Paroli

 

di Martina Marinangeli

Crescono gli occupati nel porto di Ancona che, tra il 2017 e il 2018, sono passati da 5.903 a 5.998. E questo, al netto dei 530 addetti nelle pubbliche amministrazioni con competenza esclusiva in ambito portuale grazie ai quali il numero lievita a 6.528. I dati emergono dalla ricerca «Analisi d’impatto occupazionale del sistema portuale del Mare Adriatico centrale», curata dalle società Questlab e Quantitas di Venezia commissionate dall’Adsp. Il totale di occupati nel privato nei porti di competenza dell’Authority (Ancona, Pesaro, San Benedetto, Ortona, Pescara) è di 8.066 (+1,9%; 7.912 nel 2017), 9.016 se sommati a quelli pubblici. In crescita in particolare ad Ancona i lavoratori in attività commerciali (servizi passeggeri e navi, autotrasporto ecc.; +17,2%), mentre cala la pesca (-9,1%). Il quadro positivo è stato tratteggiato stamattina dal presidente dell’Adsp, Rodolfo Giampieri, dal segretario generale, Matteo Paroli, e dall’amministratore di Questlab, Nicola Ianuale, che ha illustrato nel dettaglio lo studio, condotto tra aprile e maggio 2019. «Questo nostro screening del porto ha generato interesse anche a livello ministeriale – fa sapere Giampieri –. È un punto di partenza per definire le direttrici su cui orientare le forze e le professionalità nel prossimo futuro». Se Ancona resta locomotiva, anche gli altri porti si difendono bene: nel porto di Pesaro, ad esempio, i lavoratori nelle imprese sono 663, +8,8% sul 2017 quando erano 609, con un incremento legato soprattutto alla cantieristica. Sono 619 gli occupati del porto di Ortona, +3,8% sui 596 del 2017. Nello scalo di San Benedetto del Tronto, i lavoratori sono 475, con un aumento del +1,2% sul dato di 470 del 2017. Flette invece il golfo di Pescara, dove gli occupati sono 311, -6,7% rispetto ai 333 del 2017. Gli addetti crescono nella maggior parte dei settori portuali analizzati. Del totale degli 8.066 occupati del 2018 (+1,9% sui 7.912 del 2017), la cantieristica è il settore con il maggior numero di addetti: 4.139 persone, con una crescita del +3,8% sui 3.988 del 2017. Segue, come numero di occupati, la pesca con 1.661 addetti, che registra però un calo del -4,8% sui 1.746 del 2017. Sono 808 gli addetti delle agenzie marittime, portuali, terminaliste e spedizionieri, con un aumento del +2,5% sui 788 occupati del 2017. Crescono addirittura del +18,9% i lavoratori delle attività commerciali, che passano dai 442 del 2017 ai 526 del 2018. Scendono, invece, gli occupati delle attività della nautica/turistica da diporto (-6,4%), da 441 a 413. Le attività industriali registrano un leggero aumento (+0,9%) con 174 occupati nel 2018 sui 173 del 2017. Crescono anche i lavoratori dei pubblici esercizi (+3,5%), passando da 137 a 142 addetti, e del +5,4% quelli dei servizi tecnico-nautici ((piloti, ormeggiatori, rimorchiatori) con 135 persone rispetto ai 128 del 2017.

Focus sul porto di Ancona. Sono 6.528 i lavoratori complessivi del porto di Ancona: 5.998 i lavoratori dei settori privati (+1,61% rispetto ai 5.903 del 2017) e 530 lavoratori delle pubbliche amministrazioni direttamente competenti sulle attività portuali. La cantieristica navale è il settore con il maggiore numero di lavoratori nel porto di Ancona, con un’incidenza del 64% sul totale degli occupati. Vi lavorano infatti 3.686 persone, con una crescita del +2,54% sui 3.594 addetti del 2017. La pesca, con i suoi 750 addetti, registra un calo del -9,11% dell’occupazione sugli 825 del 2017, coerente il dato generale del sistema. Le attività portuali del ciclo logistico occupano, nel complesso, 1.062 lavoratori (+17,7%): sono 652 gli occupati nelle agenzie marittime, portuali, terminaliste e spedizionieri, 354 nelle attività commerciali, con una crescita del +17,3%, e 56 nei servizi tecnico-nautici (piloti, ormeggiatori, rimorchiatori). Sono 177 le persone che lavorano nella nautica/turistica da diporto, 144 nei pubblici esercizi, 95 negli altri, 84 nelle attività di carattere industriale. Delle 424 imprese interessate dall’indagine, 135 sono della cantieristica, 70 di altre attività commerciali (autotrasporto, servizi ai passeggeri, provviste navali, venditori di carburante, imprese impegnate negli interventi subacquei e nella pulizia degli specchi acquei, altri servizi connessi al traffico marittimo e logistico), 49 sono agenzie marittime, portuali, terminaliste e spedizionieri, 46 sono del settore pesca, 43 della nautica/turistica da diporto (marine e servizi connessi al diportismo), 37 di altre attività (imprese edili, officine meccaniche, servizi per gli autoveicoli in transito nei porti), 24 sono i pubblici esercizi, 12 di altre attività industriale (stabilimenti produttivi all’interno degli scali, dedicati alla manifattura, industrie del legno, industrie meccaniche presenti nei porti) e 8 i servizi tecnico-nautici (piloti, ormeggiatori, rimorchiatori).

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