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Ucciso da un’overdose alla Cittadella:
3 anni e 8 mesi al pusher
che spacciò la dose fatale

ANCONA - L'assunzione di eroina aveva stroncato la vita, nel marzo 2019, a un 29enne russo. A patteggiare è stato un tunisino, accusato assieme ad altre due persone di aver imbastito un maxi traffico di droga tra il capoluogo e Montemarciano
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I carabinieri in piazza San Gallo

 

Maxi traffico di eroina nei comuni di Ancona, Falconara e Montemarciano: patteggiano in tre per pene che complessivamente sfiorano i dieci anni di reclusione. Imputati erano due tunisini di 29 e 48 anni e una ivoriana di 40. Tutti dovevano rispondere di detenzione ai fini di spaccio. Solo il più giovane aveva un’ulteriore contestazione: morte in conseguenza di altro reato. Per la procura sarebbe stato il 29enne a cedere la dose fatale di eroina che lo scorso marzo ha ucciso, tra gli alberi della Cittadella (vicino piazza San Gallo), un cittadino russo residente a Monte San Vito.  Il pusher, difeso dall’avvocato Emanuele Senesi, ha patteggiato tre anni e otto mesi di reclusione. Tre anni e due, invece, per l’altro tunisino, assistito dal legale Simone Matraxia. Tre anni per l’ivoriana. Lei è agli arresti domiciliari in provincia di Napoli. I nordafricani si trovano a Montacuto. Erano tutti finiti in arresto lo scorso luglio, al termine di un’indagine portata avanti dai carabinieri di Ancona e partita proprio dagli accertamenti legati alla morte del 29enne russo. Il blitz che aveva fatto scattare le manette era stato eseguito nel quartiere Gelso di Montemarciano, dove all’epoca abitavano i due tunisini. I militari erano arrivati all’appartamento dopo aver seguito l’ivoriana, arrivata alla stazione di Falconara con un treno proveniente dalla Campania. Stando ai risvolti investigativi, doveva consegnare ai tunisini un carico di 400 grammi di eroina. Con un taxi, la donna aveva raggiunto Montemarciano. Poco dopo la sua uscita dall’appartamento dei pusher, era scattata la perquisizione. Erano stati trovati soldi, droga e tutto l’occorrente per il confezionamento e la vendita al dettaglio dell’eroina. La procura ha registrato plurime cessioni tra gennaio e luglio 2019. A spacciare sarebbero stati proprio i due nordafricani. L’ivoriana, invece, avrebbe avuto il ruolo di traghettatrice della droga.

(fe.ser)

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