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Regionali, Mancinelli tiene il Pd sulle spine
Ceriscioli: «Oltre sabato non si può andare»
I 5Stelle dicono no anche a Longhi

MARCHE 2020 - Il governatore dopo l'incontro col segretario regionale dei dem e col suo vice ha lanciato una sorta di ultimatum sulle primarie: «Che questa sia l'ultima settimana con i fuochi d'artificio». Intanto la sindaca di Ancona ha annunciato una diretta Facebook domani, i cui contenuti potrebbero cambiare lo scenario. Perde quota l'ex rettore Univmp, i grillini fermi sul no a una coalizione con i partiti
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Sauro Longhi, Valeria Mancinelli e Luca Ceriscioli

 

di Giovanni De Franceschi

«Oltre sabato non possiamo andare, che questa sia l’ultima settimana con i fuochi d’artificio». Parole del governatore Luca Ceriscioli. Un ultimatum o un auspicio? Vista la confusione che regna sotto il cielo del centrosinistra in vista delle regionali, probabilmente un po’ entrambe le cose. Ceriscioli insomma vuole che il Pd decida: primarie sì o primarie no.

Luca Ceriscioli durante l’ultima direzione del Pd rimarca il ritardo di Orlando

E non è certamente un caso che il presidente abbia pronunciato queste parole oggi (a margine della conferenza per presentare gli investimenti fatti dalla Regione in questi cinque anni) dopo l’incontro di ieri con il segretario regionale dem Giovanni Gostoli e il suo vice Fabiano Alessandrini. Un summit che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto vedere la partecipazione di tutti i segretari provinciali e del capogruppo in Regione, ma che nei fatti è diventato poco più di un faccia a faccia che a quanto pare ha partorito il classico topolino. «Ieri – ha aggiunto Ceriscioli – ci siamo trovati d’accordo sul fatto che bisogna stringere perché di tempo ne è passato veramente tanto e non possiamo trascinare oltre questa situazione che logora tutti quanti. Se serve convocheremo la direzione regionale». Il topolino appunto. Che il tempo stringa ormai è evidente pure ai muri della sede regionale del Pd. Il punto quindi non è tanto quando si prenderà una decisione. Ma quale decisione verrà presa e come ci si arriverà a prenderla. Perché da una parte il segretario regionale Gostoli vorrebbe evitare di convocare una direzione con acque così agitate, il rischio tutt’altro che remoto, è che in queste condizioni la nave esca dalla burrasca davvero malconcia. Dall’altro lato arrivati a questo punto una decisione che non passi dal voto interno della direzione potrebbe avere conseguenze anche peggiori.

Valeria Mancinelli e Matteo Ricci

E’ un’equazione a quattro fattori quella sta facendo perdere il sonno a molti in casa Pd: Ceriscioli vuole ricandidarsi e vorrebbe le primarie, la maggioranza del partito sta con lui (ossia quattro federazioni provinciali su cinque esclusa Ancona), il segretario tiene la linea del nazionale, ossia scegliere un candidato più unitario possibile evitando la conta interna e infine una minoranza dei dem capitanata dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci vorrebbe puntare sulla sindaca di Ancona Valeria Mancinelli. Il cui nome però non è mai stato portato ufficialmente in nessuna direzione regionale, ma solo evocato. Nonostante questo però proprio la Mancinelli, che gode comunque dell’appoggio di esponenti di peso, tra gli altri del deputato Mario Morgoni e dell’ex parlamentare Emanuele Lodolini, ha annunciato di voler dire la sua urbi et orbi domani, con una diretta dal profilo Facebook a partire dalle 13.  Lancerà la sua candidatura? L’intenzione di partecipare alle primarie?  Oppure si limiterà a fornire un quadro della situazione senza sciogliere nessuno dei nodi che la riguardano? Più probabile la seconda, ma non sono escluse sorprese. Di sicuro il suo annuncio ha creato una certa attesa tra gli addetti ai lavori e in particolare in casa Pd. Perché una candidatura della Mancinelli troverebbe, oltre a una parte dei dem, anche l’appoggio immediato di molti degli alleati, Italia Viva su tutti. Ma come lanciarla senza una direzione che dia ufficialmente il via libere e senza primarie? Ecco che si torna al punto di partenza. Quale strada prendere e come arrivarci? Entrambe le risposte sono fondamentali per tutto il centrosinistra e non solo per il Pd.  I sondaggi interni dei dem indicano 20 punti circa di distacco dal centrodestra,  che diventerebbero 10 però a livello coalizione. Ergo, un candidato “nuovo” innalzerebbe di molto le probabilità di giocarsi davvero una partita difficilissima.

Sauro Longhi

Ma le quotazioni dell’ex rettore Univpm Sauro Longhi sono in picchiata. Ha incontrato sì Vito Crimi, ma non nelle ultime ore, giorni fa. Ora che si è proposto per le primarie del centrosinistra, il M5S non ha nessuna intenzione di intestarselo come candidato, né tantomeno di portarlo come nome per un’eventuale coalizione giallo-rossa. Per i grillini, la cui assemblea regionale è prevista per venerdì, avrebbe perso innanzitutto il connotato di civico. E poi la linea dei pentastellati non è cambiata: nessun accordo col Pd e coi partiti, ma apertura alle civiche. Il messaggio è chiaro, eppure continuano a circolare voci secondo cui la porta di una grosse koalition non si sarebbe del tutto chiusa. Voci che però sembrano più il tentativo di guadagnare tempo da parte dei dem, che una vera e propria ipotesi concreta. E forse la proposta fatta a Longhi potrebbe essere stata più o meno questa: la vicepresidenza in cambio di una candidatura “fittizia” contro Ceriscioli alle primarie. Concludendo, quindi i due veri contendenti del centrosinistra ad oggi restano il governatore uscente e la sindaca di Ancona. La cui visita a Zingaretti ha destato qualche mal di pancia, a Ceriscioli in primis. «Tutti vanno a Roma – ha commentato oggi – io ho scelto di rimanere sul territorio. Ognuno ha fatto il proprio percorso e si rispettano le scelte di ognuno ma credo ci sia bisogno di una sintesi più alta che ci permetta di avviare percorso necessario di campagna elettorale. Perché di lavoro ne è stato fatto tanto, ma di conoscenza ce n’è poca, quindi abbiamo bisogno più di tutti gli altri di raccontare l’impegno che la Regione ha portato avanti in questi cinque anni». Bene, ma il punto resta: chi dovrà farsi carico di questo racconto? E come investirlo ufficialmente del compito senza spaccare partito e coalizione? Che sia veramente la settimana buona dopo giorni da commedia all’italiana? Vedremo.

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