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Tuta, mascherina e schermo in cellophane:
«Così continuiamo a garantire il servizio»

LA STORIA - I fratelli Mara e Michele Rossi di Largo Sarnano adottano tutte le precauzioni possibili nella loro tabaccheria «per far star tranquilli i clienti e le nostre famiglie»
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Mara e Michele Rossi della tabaccheria omonima di Largo Sarnano

 

di Alberto Bignami

Tuta, mascherina e ‘schermo’ in cellophane per garantire la propria e l’altrui sicurezza. E’ quanto adottato dai fratelli Mara e Michele Rossi, dell’omonima tabaccheria in Largo Sarnano, al Piano. «Abbiamo adottato queste misure – spiega Michele Rossi – perché purtroppo c’è ancora chi starnutisce senza mettersi, non la piega del gomito, ma nemmeno la mano davanti alla bocca. Ci rendiamo conto di essere tra i pochi fortunati che stanno lavorando, ma vogliamo farlo adottando tutte le misure di sicurezza possibili non solo per noi, ma anche per i clienti. La paura per questo virus, non lo neghiamo, c’è ed è tanta». Tuta e mascherine «che tempo fa ci sono state regalate proprio da un nostro cliente vedendo una di queste scene. La indosso perché, personalmente, ci tengo anche ai miei cari. Pure a casa mantengo la distanza di sicurezza e ho colleghi di altre regioni che addirittura dormono in tabaccheria». Anche se sono rimasti tra i pochi a lavorare, i tabaccai non fanno certo affari d’oro in questo periodo, come alcuni potrebbero pensare. «La gente ha fatto scorte di sigarette all’inizio e, al contrario di prima, al magazzino della Baraccola l’ordine delle sigarette si fa oggi per domani, mentre prima lo si faceva al momento. Comunque – spiega – l’approvvigionamento avviene normalmente. Ora i clienti vengono in tabaccheria piuttosto per pagare bollettini o altre scadenze o per comprare il singolo pacchetto di sigarette. Anche il gioco del ’10 e Lotto’ è stato ‘oscurato’: in tabaccheria infatti lo schermo è spento. Personalmente  starei anche io a casa volentieri ma è un servizio che comunque si deve dare». Per questo motivo «ho adottato delle precauzioni mettendo i paletti utilizzati solitamente come porta mensole, a mo’ di bastoni, aggiungendo poi del cellophane come sorta di pannello divisorio tra noi e il cliente. La precauzione di questi tempi  non è mai troppa». Un’idea che potrebbe essere utilizzata anche da altri commercianti che al momento sono tra le categorie che possono rimanere aperte al pubblico.



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