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Buoni spesa Covid: a richiederli
sono soprattutto under 50

L'ANALISI del Comune di Ancona su coloro che hanno fatto domanda per ottenere i ticket: l’80% dei richiedenti non percepisce altri contributi economici di sostegno e il 91% non ha partita Iva
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Hanno raggiunto quota 5.920, tra telefonate e mail, le richieste di contatto che dal 3 aprile sono giunte al call center attivato dal Comune di Ancona per i buoni spesa resi disponibili dal Governo per le persone in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19. Nel dettaglio: alle 4.870 di eri, oggi si sono aggiunte 650 chiamate e 400 mail. E’ un lavoro immane quello che gli addetti al call center ma anche i gruppi di lavoro dei servizi sociali stanno portando avanti per vagliare tante richieste. Intanto è stata avviata la disamina di 667 pratiche che saranno ulteriormente verificate per l’accertamento dei requisiti per ottenere i buoni spesa. Dai primi dati emerge che le richieste provengono per il 36% da persone che hanno tra 38-48 anni; tra 27- 37 anni e tra 49-59 anni circa il 23% in entrambi i casi; il resto da età diverse. Tra coloro che hanno presentato domanda (analisi sulle 667 prime pervenute) il 30% sono persone single in linea con l’aspetto statistico evidenziato dall’ultima analisi demografica del Comune di Ancona che rivela che le famiglie più numerose sono quelle composte da un singolo individuo e pari a 19.338 unità nel 2019 sul territorio comunale. Domande provenienti da nuclei familiari composti da 2 a 4 persone, 57,42 % . Inoltre l’80% dei richiedenti non percepisce altri contributi economici di sostegno e il 91% non ha partita Iva. Sono quattro i gruppi di lavoro impegnati per esaminare le domande, la cui verifica proseguirà ininterrottamente e quanto prima l’Amministrazione conta di poter assegnare i buoni mentre è in corso di completamento la lista degli esercizi commerciali dove saranno spendibili.



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