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L’avvocato dell’omicida:
«Due famiglie distrutte,
vicini al dolore dei Giuliani»

DELITTO A JESI - Il legale di Michel Santarelli: «Il padre e la sorella sono addolorati per la famiglia della vittima e del marito. Al momento non ho potuto parlare con il mio cliente»
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I rilievi dei carabinieri e nel riquadro Italo Giuliani e la moglie Fiorella Scarponi

 

«I familiari di Michel Santarelli stanno vivendo anche loro un dramma. Il padre Adriano e la sorella Jessica che mi hanno incaricato di assisterlo, sono segnati dagli eventi e dispiaciutissimi per quello che è accaduto, non solo per il loro congiunto ma anche per il dolore che sta vivendo l’altra famiglia, per la signora deceduta, per il marito ferito e ricoverato in ospedale, per i figli della coppia. In questa vicenda sono state distrutte due famiglie».

Michel Santarelli

L’avvocato Mauro Bontempi si fa portavoce della sofferenza dei familiari del 25enne accusato di aver ucciso ieri a Jesi, in un raptus di follia, la 69enne Fiorella Scarponi, e aver tentato di uccidere, ferendolo, il marito della donna, il 74enne Italo Giuliani, ancora ricoverato all’ospedale di Torrette. Il legale non ha ancora potuto avvicinare nè parlare con Michel, ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale ‘Carlo Urbani’, nè al momento ha avuto ancora  accesso al fascicolo. La convocazione dell’udienza di convalida dell’arresto fissata dal gip per lunedì mattina, è arrivata solo nel primo pomeriggio di oggi. «Non ho ancora elementi per esprimermi sulla strategia difensiva, ma all’esito dell’udienza di lunedì sarà tutto più chiaro» specifica l’avvocato Bontempi.

Ieri mattina dopo l’omicidio, Santarelli, non ha opposto resistenza. Ha seguito i carabinieri in caserma per poi essere portato al pronto soccorso dell’ospedale dove è stato medicato alle mani. Si è infatti ferito con le schegge della finestra che ha infranto per entrare in casa della coppia, un appartamento al primo piano di un condominio di via Saveri. Molto probabilmente verrà trattenuto nel reparto di Psichiatria, fino all’interrogatorio davanti al gip. Poi a seconda di quello che deciderà il magistrato, a seconda delle sue condizioni, potrebbe essere trasferito e uscire dalla struttura ospedaliera. E’ difficile, in questa fase, prefigurare i prossimi scenari, capire come evolverà la vicenda giudiziaria: se il giovane bisognoso di cure, resterà in regime di misura di sicurezza o meno; se sarà necessaria una perizia psichiatrica per stabilire la sua capacità di intendere e volere, le condizioni emotive al momento del delitto; se la difesa ipotizzerà la non imputabilità e punibilità del 25enne per vizio di mente o se il pm chiederà un incidente probatorio per confermare o far decadere le accuse pesanti che al momento gravano sull’indagato. Dalle indagini che stanno concludendo i carabinieri del comando provinciale di Ancona e della Compagnia di Jesi, per ora non sarebbero emersi moventi per l’omicidio volontario e il tentato omicidio differenti da quello ispirato dalla malattia.

(m.p.c.)

 

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«Abbiamo sentito le grida di Fiorella, quel ragazzo era in cura da anni: perché non stava in una struttura?»

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