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L’allarme degli spedizionieri:
«Carenza di personale
e traffici portuali bloccati»

ANCONA - Stando all'Associazione Spedizionieri Doganali «i controlli delle merci che vengono trasportate su camion e container non vengono effettuati in tempi ragionevoli»
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Il porto di Ancona

 

Carenza di personale e traffici portuali bloccati. A denunciarlo è l’Associazione Spedizionieri Doganali del Compartimento di Ancona specificando che «ciò si sta verificando oramai da tempo e si è ulteriormente aggravata nell’ultimo periodo». I controlli sulle merci di camion e containers da parte del personale della Dogana «non vengono effettuati in tempi ragionevoli per carenza di personale – dice la presidente Mariaester Venturini -, con l’inevitabile conseguenza di pesanti rallentamenti nei traffici: le merci rimangono ferme, quelle in esportazione perdono gli imbarchi e gli operatori economici nazionali rischiano di vedere compromessi i rapporti con i loro clienti». Inoltre «il ricorso massiccio allo smart working anche per quelle mansioni che ovviamente non possono essere svolte da remoto come, ad esempio, la visita merce – prosegue – unitamente al pensionamento di risorse altamente qualificate e la sostituzione con personale proveniente da altre Amministrazioni e senza esperienza in materia doganale – spiega – hanno ulteriormente aggravato una situazione già critica». La presidente dell’Associazione aggiunge pure che «se da un lato l’Amministrazione Doganale promuove sistemi ad alta tecnologia per i controlli doganali, peraltro accolti favorevolmente da tutta la nostra categoria, dall’altro – sottolinea – non è tollerabile che per una visita merce si impieghino fino a due settimane, offrendo una pessima immagine per uno scalo vocato al commercio internazionale come quello dorico».
Ripercussioni ci sono poi state anche a seguito dell’incendio scoppiato nella notte tra martedì e mercoledì che ha riguardato l’area ex Tubimar. «I controlli fisici alle merci – riferisce – sono stati sospesi a data da destinarsi quando al contrario tutte le aziende portuali hanno continuato a lavorare, pur con le necessarie precauzioni. Tale situazione, peraltro già segnalata anche ai vertici dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli – conclude – non è più sostenibile e rischia di compromettere in modo irreversibile il livello dei traffici».

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