Cella imbrattata con le feci
dopo l’aggressione ai carabinieri:
condannato

foto d’archivio
Resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per aver aggredito i carabinieri e imbrattato la cella di feci, furto aggravato di energia elettrica ed occupazione abusiva di Villa Montedomini, a Castelferretti. Una sequela di contestazioni che questa mattina ha portato alla condanna un 47enne anconetano senza fissa dimora, arrestato due volte dai carabinieri della Tenenza di Falconara in una settimana. L’uomo, attualmente in carcere, è stato condannato a tre anni e due mesi di reclusione. E’ andata meglio al suo presunto complice, il pesarese di 40 anni trovato a Montedomini durante il blitz dei militari: un anno di reclusione. Entrambi erano finiti in manette il 15 settembre, dopo aver occupato abusivamente l’immobile dismesso di proprietà dell’Inrca. In una stanza i carabinieri avevano anche rinvenuto un frigorifero e un congelatore in perfetto funzionamento. Era stata infatti constatata la rottura di alcuni sigilli posti a chiusura di un contatore elettrico, dichiarato cessato 14 anni fa. Il 9 settembre, invece, gli episodi che avevano portato all’arresto il solo 47enne. In un primo momento aveva dato in escandescenza in un circolo di Castelferretti, sferrando un pugno a un utente. Poi, aveva cercato di aggredire i carabinieri intervenuti sul posto per sedare la situazione. Portato in caserma e collocato nella cella di sicurezza, l’aveva imbrattata con le sue feci.
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