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Mozione Gratteri e dimissioni Fanesi:
«Lotta fratricida interna al Pd
a danno della città»

ANCONA – Fa ancora discutere il colpo di scena di ieri, in Consiglio comunale, quando la maggioranza è andata sotto nella votazione sul documento di Fratelli d'Italia. «Sette consiglieri si sono smarcati dai diktat del sindaco Mancinelli»
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Francesco Rubini

 

 

Non si arresta l’onda d’urto del mezzo terremoto politico andato in scena ieri in Consiglio comunale, quando la maggioranza è stata battuta nella votazione sulla mozione di Fratelli d’Italia per conferire al procuratore Nicola Gratteri la cittadinanza onoraria. Scivolone a cui sono seguite, a stretto giro di posta, le dimissioni da capogruppo del Dem Michele Fanesi. Il documento è infatti passato con l’appoggio di sette consiglieri di maggioranza (sei voti a favore ed un astenuto), in aperto contrasto con quanto detto nel suo intervento in aula dal portavoce del Pd. A sottolineare la rilevanza del “golpe”, il capogruppo di Altra idea di città, Francesco Rubini, secondo cui «le dimissioni di Fanesi certificano una lotta fratricida interna al Pd e al centrosinistra, che con la sconfitta alle regionali è esplosa in tutta la sua violenza. Una lotta che coinvolge la regione, ma anche il capoluogo dove Mancinelliani e anti Mancinelliani affilano le unghie in vista del prossimo congresso cittadino e delle comunali del 2023. Il tutto, senza una minima discussione politico-programmatica sulla città in una dialettica partitotacratica unicamente contraddistinta da tatticismi e lotte di potere. È chiaro che ad Ancona serva tutt’altra aria fresca per impedire che anche il capoluogo finisca nelle mani della destra».

Gianluca Quacquarini

Per Giancluca Quacquarini, da poco uscito dal Movimento 5 Stelle, le motivazioni addotte dalla maggioranza per votare contro la mozione («Gratteri non ha lavorato ad Ancona») sono «risibili», e ricorda che «qualche mese fa abbiamo approvato il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre all’unanimità: perché in quel caso non si sono portate dalla maggioranza le stesse argomentazioni per votare contro? Perché era giusto quel gesto simbolico, come lo era quello in discussione ieri per Gratteri, procuratore antimafia di Catanzaro impegnato da 30 anni in una lotta senza quartiere contro la ‘Ndrangheta, l’organizzazione criminale di gran lunga più potente al mondo. Per questo credevo ci sarebbe stata l’unanimità di consensi in Consiglio, certo di un gesto simbolico di profondo valore, apolitico perché trasversalmente riconosciuto. Invece la maggioranza del Pd, per bocca del suo capogruppo, non era d’accordo. Ma visto che la mozione di FdI è stata depositata oltre 8 mesi fa, non potevano, il Pd e la maggioranza, trovare il modo di rendere la stessa una proposta dell’intero Consiglio? Perché lasciare certe materie alla destra? Era la cosa più logica, ma ieri si è scoperta la contrarietà del sindaco a questa proposta e che da ben 8 mesi ha cercato di orientare il voto della maggioranza al suo volere. Fortunatamente sette consiglieri della maggioranza si sono smarcati dall’ennesima imposizione su un atto che francamente non aveva motivo di essere avversato. La supponenza del Sindaco questa volta non ha pagato, amplificando ancora una volta la sciatteria della maggioranza su argomenti importanti e sentiti».

(m.m)

Maggioranza battuta durante il voto, il capogruppo del Pd Fanesi si dimette

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