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Da rifiuti ad energia pulita:
le plastiche in mare diventano risorsa
con Green Plasma

ANCONA - L'innovativa tecnologia per combattere l’inquinamento marino è stata presentata oggi al porto dorico e si basa sull'utilizzo della tecnologia di conversione termochimica che, grazie alle alte temperature raggiunte consente di trasformare in gas qualsiasi composto organico, separandolo dalla matrice inorganica
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La presentazione di Green Plasma

 

di Martina Marinangeli

Produrre energia pulita utilizzando i rifiuti in plastica raccolti dal mare? Con Green Plasma si può. Il dispositivo, presentato questa mattina nella Banchina 1 del porto dorico, si basa sull’utilizzo della tecnologia di conversione termochimica che, grazie alle alte temperature raggiunte (con l’opzione plasma si possono raggiungere anche 5mila gradi), consente di trasformare in gas qualsiasi composto organico, separandolo dalla matrice inorganica. Il processo di trattamento è molto efficiente e produce un gas ricco di idrogeno, facilmente convertibile in energia elettrica. L’impianto può trattare 100 kg al giorno di plastica raccolta in mare, è molto compatto, può essere montato a bordo di piccole imbarcazioni ed essere utilizzato per la pulizia delle aree portuali. Dopo mesi di test in laboratorio e le prove sperimentali condotte tra luglio e settembre nella stazione marina dell’istituto IAS-CNR di Genova per validare la tecnologia sino alla maturità, adesso il Green Plasma avvia una nuova fase sperimentale proprio a bordo di un’imbarcazione del CNR e, per farlo, ha scelto il porto di Ancona, punto di riferimento nel Mediterraneo per la Blue Economy. Progettata e realizzata dall’azienda Iris, l’operazione vede la collaborazione di Cnr, Università Politecnica delle Marche e Garbage Group. «La sperimentazione odierna raffigura il frutto della sinergia tra amministrazioni pubbliche e private che, di concerto con gli istituti di ricerca e le università, hanno sviluppato un modello di economia circolare – afferma il contrammiraglio Enrico Moretti – che dal recupero dei rifiuti plastici genera e sviluppa energia pulita a tutto vantaggio dell’ambiente e dell’ecosistema». Pensiero condiviso anche dal presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri, che sottolinea come «il porto dorico si confermi, con il sostegno a questo progetto, polo dell’innovazione tecnologica della blue economy, ruolo che abbiamo sempre cercato di ricoprire, convinti che solo la tecnologia avanzata troverà le soluzioni adatte al miglioramento ambientale. Dall’incontro fra il mondo della ricerca e quello delle imprese nasce così un circuito virtuoso per esaltare innovazione e sostenibilità». L’intera operazione è resa possibile dalla collaborazione con il dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente della Politecnica, da anni in prima linea a livello nazionale e internazionale sui temi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente marino e, in particolare, sugli effetti dell’inquinamento da plastiche. Contributo fondamentale per la sperimentazione del Green Plasma è stato fornito, inoltre, dall’Istituto Cnr di Ancona, che ha messo a disposizione la propria imbarcazione. «È possibile agire in modo strategico, mettendo in connessione diversi settori legati al mare – sottolinea il rettore della Politecnica Gian Luca Gregori –, e attraverso le innovazioni tecnologiche perseguire, come dimostrato da Green Plasma, l’obiettivo della salvaguardia dell’ambiente marino». «Studi condotti dai nostri ricercatori a bordo dei pescherecci operanti in Adriatico – riprende le fila del discorso Gian Marco Luna, direttore del nuovo Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del CNR – hanno mostrato che sui fondali adriatici sono depositate migliaia di tonnellate di rifiuti, molti dei quali plastiche. Questo dispositivo rappresenta una importante innovazione verso la possibile bonifica dei nostri fondali». È invece il prof Francesco Regoli, direttore DiSVA Univpm, a puntualizzare che «sui rischi indotti dalle microplastiche nell’ambiente marino, la Politecnica sta coordinando un grande progetto europeo che vede coinvolti ben 14 Istituti diversi. Soluzioni come quella proposta da Iris possono rappresentare un’innovazione importante che aiuta a coniugare recupero con riutilizzo di questi rifiuti, ma anche ad aumentare la consapevolezza su questa tematica ambientale». L’installazione del dispositivo Green Plasma è frutto, si diceva, della partnership con Garbage Group, con base ad Ancona, ma impegnata a livello internazionale sulla salvaguardia dell’ecosistema marino e sulla pulizia dei mari. «Green Plasma viene, per la prima volta, montato a bordo di un’imbarcazione. È un ulteriore passo avanti nel percorso di ricerca e sviluppo che la nostra azienda porta avanti dal 2012 – commenta Manuel Lai, amministratore delegato di Iris -. Pur consapevoli della necessità di prevenire e ridurre alla fonte la quantità di rifiuti prodotti, siamo orgogliosi di dare il nostro contributo con una soluzione di piccola scala, molto efficiente. Ad Ancona abbiamo trovato un team esperto e molto professionale con cui avviare un solido percorso condiviso». Le conclusioni spettano a Paolo Baldoni, CEO di Garbage Group, che parla di «balzo tecnologico che la nostra imbarcazione compie proprio a chiusura di questo 2020. Potremo mettere sul mercato una nuova tipologia di Pelikan capace di utilizzare la tecnologia elaborata da Iris. Da anni, il nostro gruppo sta portando avanti un’azione mirata nel campo del disinquinamento marino che prevede, nel breve periodo, di gestire migliaia di barche in tutto il mondo».

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