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Riapertura scuole superiori, il Tar:
«Il ricorso del PaS è fondato»

IL TRIBUNALE amministrativo ha sostenuto la fondatezza delle ragioni dell'istanza dai genitori contro l'ordinanza regionale del 5 gennaio che prorogava la didattica a distanza fino a fine mese. Contestualmente, respinge però la richiesta di cautelare urgente perché il documento è stato nel frattempo revocato dalla stessa giunta Acquaroli che ha ufficializzato ieri il ritorno degli studenti in presenza al 50% dal prossimo lunedì
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Sit in di fronte al palazzo della Regione del Pas

 

 

Riapertura degli istituti superiori: il Tar Marche dà ragione al comitato Priorità alla scuola. Il presupposto alla base del ricorso presentato da un gruppo di genitori contro l’ordinanza regionale del 5 gennaio che prorogava la didattica a distanza al 100% fino a fine mese «è fondato», ha decretato il tribunale amministrativo nel pomeriggio di oggi. Contestualmente, ha però respinto la richiesta di cautelare urgente perché il documento è stato nel frattempo revocato dalla stessa giunta Acquaroli, che ha ufficializzato ieri il ritorno degli studenti in presenza al 50% dal prossimo lunedì. Una vittoria sulla carta, dunque, ma già superata nei fatti. Tuttavia, «la pronuncia del Tar è importante – sottolinea il comitato in una nota –, perché ribadisce le motivazioni delle nostre proteste e proposte. La scuola in presenza va garantita perché il diritto all’istruzione è costituzionalmente tutelato. Non sono ammissibili chiusure generalizzate senza specificare le zone interessate da incrementi di contagio ed i problemi relativi ai trasporti non sono giustificazioni valide per chiudere le scuole, ma vanno risolti con impegno e determinazione dalle autorità competenti». Nel suo pronunciamento, il Tar ha infatti affermato che provvedimenti regionali di chiusura emergenziale delle scuole superiori devono rispettare i principi di «rilevanza del diritto all’istruzione e di importanza dell’apprendimento in un contesto di socialità. La misura regionale più restrittiva rispetto a quella nazionale deve essere motivata con dati scientifici che evidenzino il collegamento tra i focolai attivi sul territorio e l’impatto dell’attività scolastica in presenza». Ed ancora: «non è ammissibile la chiusura generalizzata senza alcuna specificazione di zone interessate da incremento di contagi», e «le problematiche relative al trasporto sono risolvibili con diligente ed efficace impegno amministrativo nei servizi interessati e non possono giustificare la compressione grave di diritti costituzionalmente tutelati quali quelli degli studenti interessati».

(Redazione CA)

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