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Assunzioni, investimenti
e sostegno alle famiglie:
approvato il bilancio di previsione

ANCONA - Alcuni finanziamenti per i progetti in atto sono stati già incassati. Il resto degli investimenti, come spiegato dall'assessore Ida Simonella, «sarà attivato con ricorso straordinario ad indebitamento a medio lungo termine. Ciò interrompe un percorso virtuoso portato avanti negli ultimi sette anni, in cui erano state fatte scelte più rigorose sul fronte dell'indebitamento dell'ente»
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Valeria Mancinelli e Ida Simonella

 

Piano assunzioni, investimenti nel settore della cultura e sostegno alle famiglie. Sono le direttive che hanno guidato il bilancio di previsione 2021-2023 approvato dalla giunta Mancinelli.  A guidare le scelte dell’amministrazione sono stati gli effetti della crisi pandemica e le conseguenze di carattere economico e sociale che essa ha prodotto. Nella formazione del bilancio di previsione 2021/2023, visti gli impegni assunti dallo Stato con la legge di bilancio 2021, si possono per ora stimare trasferimenti per un totale di 3,25 milioni di euro, di cui 2,5 a parziale copertura delle minori entrate e a sostegno di maggiori spese legate all’emergenza Covid.  «In un quadro di generale contrazione della capacità di spesa in parte corrente, l’Amministrazione ha attivato un piano straordinario di investimenti – afferma l’assessore al Bilancio, Ida Simonella -. Esso resta la principale leva non solo per affrontare le diverse necessità infrastrutturali e gestionali della città, ma anche per incidere sulla ripresa economica di Ancona, sul reddito e il lavoro. Alcuni interventi si riferiscono ai programmi per i quali sono stati ottenuti finanziamenti straordinari nel corso degli anni (come l’ITI-Waterfront o i cosiddetti “piani periferie”), altri si attiveranno per effetto di ulteriori risorse, ottenute grazie alla partecipazione a call su programmi nazionali (ad esempio il trasporto rapido di massa, e il Piano strategico nazionale sulla mobilità che avranno un impatto notevole sulla riorganizzazione del sistema di trasporto pubblico in un’ottica sempre più efficace e sostenibile).

Il progetto del waterfront

Il resto degli investimenti sarà attivato con ricorso straordinario ad indebitamento a medio lungo termine. Ciò interrompe un percorso virtuoso portato avanti negli ultimi sette anni, in cui erano state fatte scelte più rigorose sul fronte dell’indebitamento dell’ente. E tuttavia la straordinarietà degli eventi che siamo chiamati ad affrontare ha indotto l’Amministrazione a considerare oggi prevalenti i benefici che ricadrebbero sulla città grazie alla capillarità e all’entità degli interventi sul patrimonio pubblico (scuole, strade, cimiteri, impianti sportivi, biblioteca, ecc…) e agli effetti sul Pil locale generato dalla domanda di investimenti; mentre una politica eccessivamente austera non inciderebbe e anzi potrebbe aggravare la depressione che nell’economia cittadina ha procurato la pandemia». Nella spesa corrente in cui sono state fatte salve alcune scelte come quella di  mantenere integro tutto l’impianto di servizi alla persona, recependo le maggiori richieste che provengono dalle famiglie, specie in un periodo di grande difficoltà. La spesa complessiva passa da 14,9 milioni di euro (preventivo 2020) a 15,2 milioni di euro, pari a circa il 12% della spesa corrente (la cifra inoltre non tiene conto della spesa per il personale alle dirette dipendenze dell’ente). Sul fronte dei servizi scolastici, la spesa prevista passa da 7,6 milioni di euro (preventivo 2020) a circa 8 milioni per il 2021.

Il cortile della Mole

L’obiettivo è anche  valorizzare il lavoro attivato con la candidatura di Ancona a Capitale della Cultura italiana del 2022, con cui la città e il territorio regionale hanno assegnato ad Ancona un ruolo significativo di traino socio-culturale. L’intenzione della città è di confermare questo ruolo, utilizzando il dossier di candidatura come un piano strategico della cultura 2021/23. Infine la scelta di rafforzare la macchina amministrativa. La maggior spesa di personale prevista per il triennio 2021-2023 è dovuta in gran parte all’elevato numero di assunzioni effettuato nel 2020 (100 assunzioni a fronte di 88 cessazioni) con spesa a regime a partire dal 2021, a parziale copertura della progressiva riduzione degli organici avvenuta negli anni precedenti, ritenuta non può sostenibile in termini di livello di erogazione dei servizi. Con le 100 assunzioni effettuate nel 2020 i dipendenti in servizio al 31/12/2020 sono 719 a fronte dei 729 dipendenti in servizio al 31/12/2018. Per il triennio 2021/2023 si propone il programma necessario a riportare l’organico più vicino al dato del 2018, con una previsione complessiva nel triennio di 87 assunzioni, di cui 36 nel 2021.

(Redazione CA)

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