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Manifestazione legge 194,
oltre 70 le sigle aderenti:
«No a provvedimenti retrogradi»

ANCONA – Atteso un centinaio di persone alla mobilitazione, domani in piazza Roma, per la tutela del diritto di scelta sull'interruzione volontaria di gravidanza. Flash mob ad Ascoli e San Benedetto. Depositata una mozione in Consiglio comunale per la piena applicazione delle linee guida del Ministero sulla pillola RU486 e per il potenziamento dei consultori
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Oltre 70 sigle, tra partiti, sindacati ed associazioni del territorio – tra cui Anpi ed Arci – hanno aderito alla mobilitazione regionale “194: indietro non si torna” che si terrà domani in piazza Roma dalle 16,30. Uno schieramento trasversale, quello a tutela della libertà di scelta sull’interruzione volontaria di gravidanza, che dovrebbe portare nel centro dorico almeno un centinaio di persone. Ma quella di Ancona non sarà l’unica mobilitazione: sono infatti previsti flash mob anche ad Ascoli e San Benedetto del Tronto. Nel capoluogo, la manifestazione durerà due ore circa e sono in agenda diversi interventi da parte dei rappresentanti delle varie associazioni aderenti: «E’ solo l’inizio di una mobilitazione che andrà avanti per molto tempo, visti gli intendimenti della giunta regionale – sottolinea Francesco Rubini, capogruppo consiliare di Altra idea di città -. Importante la pluralità e la corposità delle sigle che hanno deciso di aderire all’iniziativa». Il consigliere, insieme al collega Gianluca Quacquarini, ha inoltre depositato una mozione – sottoscritta dalla quasi totalità dei consiglieri comunali di centrosinistra e dal Movimento 5 stelle – con la quale, «oltre a denunciare l’oscuro tentativo della destra regionale di far tornare indietro di 50 anni questo territorio – si legge in una nota –, chiediamo con forza che il sindaco e la giunta, non solo si impegnino per la piena applicazione delle linee guida del Ministero, ma lavorino per un potenziamento dei servizi di supporto e sostegno alle donne, a partire dai consultori pubblici, combattendo inoltre per impedire l’ingresso di organizzazioni private all’interno di questi ultimi». La giunta regionale guidata dal governatore Francesco Acquaroli ha infatti deciso di non ottemperare alle linee guida ministeriali che prevedono la somministrazione della pillola RU486 anche nei consultori. «Intendimenti aggravati dalle parole incresciose del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, che ha letteralmente alluso a fantomatiche teorie sulla sostituzione etnica del popolo italiano – prosegue la nota –. Questa azione politica si inserisce in un quadro di iniziative volte a dimostrare ad Acquaroli e soci che sulle conquiste sociali delle donne non c’è nessuno spazio per provvedimenti retrogradi e dannosi».

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