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«Liste civiche in crisi d’identità
sulle misure anti-Covid»

OSIMO - I consiglieri del Pd replicano al gruppo consiliare dei movimenti civici «alleati in Regione con partiti che in piena pandemia dicevano di “riaprire tutto e subito”. Ormai siamo abituati a questi continui cambi di rotta. E non parliamo della campagna vaccinale che procede con molta disorganizzazione»
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I controlli anti Covid attuati nel centro storico di Osimo nell’ultimo week end

«Un giorno chiedono misure per contenere il contagio nei luoghi pubblici, il giorno dopo criticano l’Amministrazione comunale di Osimo per un’ordinanza sindacale che impedisce la concentrazione di persone nei luoghi pubblici durante il fine settimana. Si mettano d’accordo su cosa vogliono, evidentemente ci sono anime diverse al loro interno».

I banchi della maggioranza in Consiglio comunale dove siedono anche gli eletti del Pd

Replica così alle dichiarazioni delle Liste civiche il gruppo consiliare del Pd, che sostiene il sindaco Simone Pugnaloni. «Il provvedimento che non è fatto contro le attività commerciali, bensì per garantire la salute pubblica evitando assembramenti là dove è più facile che se ne creino. Questo nell’interesse di tutti e finché la situazione lo richiederà, affinchè si possa poi ripartire in sicurezza. – sottolineano i consiglieri democrat – Questa Amministrazione negli ultimi anni è riuscita a rilanciare il centro storico, tornato a rianimarsi di giovani, ma l’emergenza Covid-19 impone di prendere precauzioni e attuare provvedimenti restrittivi e di vigilare affinché vengano rispettati. Ricordiamo alle Liste civiche che in Regione sono alleate con partiti che in piena pandemia dicevano di “riaprire tutto e subito”. Ma ormai siamo abituati a questi continui cambi di rotta. Per non parlare delle vaccinazioni a livello regionale, che procedono a rilento e con molta disorganizzazione. Il piano di vaccinazione degli over 80 è partito in ritardo e si concluderà ben oltre i 21 giorni ipotizzati inizialmente». I consiglieri del Partito Democratico ricordano inoltre che anche per la vaccinazione di insegnanti e personale di scuole e università «c’è stato il caos più totale. Tant’è che le Università di Camerino, Macerata e Urbino, dopo vari problemi, hanno deciso di procedere in autonomia alla somministrazione dei vaccini ai propri dipendenti. La Regione in un primo momento ha annunciato che sarebbero partite le prenotazioni solo per il personale con età fino a 55 anni, non sapendo in realtà che da giorni l’Agenzia italiana del Farmaco aveva validato il vaccino AstraZeneca fino ai 65 anni. Gli educatori che lavorano nelle scuole con i ragazzi disabili al momento non sono stati inseriti nel piano di vaccinazione. Speriamo davvero – conclude la nota – che nei prossimi giorni ci sia un cambio di passo a livello di sanità regionale».

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