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Ancona destinazione turistica:
«Creiamo un city brand»

IL CAPOLUOGO DORICO punta a diventare polo attrattivo 365 giorni l'anno e lo fa passando, tra le altre cose, per un nuovo sito dedicato (attivo da fine maggio) e per una segnaletica ad hoc che illustri gli itinerari più belli della città. Tra questi, anche uno creato dagli anconetani tramite apposito sondaggio attivo da oggi ed online per 15 giorni
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Da sinistra, l’assessore al Turismo Marasca, la sindaca Mancinelli ed il social media manager di Fondazione Marche Cultura Giorgetti

 

di Martina Marinangeli

Ancona riscopre la sua vocazione turistica e punta a diventare una destinazione appetibile 365 giorni l’anno. In altre parole: bene promuovere la costa da Bandiera Blu, ma non basta. E per imboccare la strada giusta, è stato creato un gruppo di lavoro che vede la collaborazione dell’Università di Macerata e di esperti del marketing turistico. L’assessore Paolo Marasca – che questa mattina al Passetto ha presentato il pacchetto di iniziative insieme alla sindaca Valeria Mancinelli ed a Sauro Giorgetti, della Fondazione Marche Cultura – l’ha chiamata la «seconda fase» del turismo di Ancona, ovvero quella della promozione di un prodotto costruito in anni.

Arco di Traiano

Tra le iniziative messe in campo, un sondaggio rivolto ai cittadini che «saranno chiamati a trasformarsi in guide turistiche della città»: sarà chiesto loro, attraverso tre domande aperte (Monumento preferito? Luogo del cuore? Esperienza imperdibile?) quali sono le mete più letteralmente turistiche che consiglierebbero ai visitatori. Il sondaggio parte oggi e resterà online per 15 giorni, al termine dei quali i risultati saranno elaborati dagli addetti ai lavori che ne faranno uno degli itinerari del pacchetto «destinazione Ancona». È possibile compilare il questionario a questo indirizzo. Ma il riposizionamento turistico del capoluogo dorico passa anche per un’analisi di contesto da condurre insieme agli stakeholders, in un percorso di programmazione e di governance condivisa con tutti i portatori di interesse, portato avanti in collaborazione con l’Università di Macerata. L’obiettivo è quello di creare un “city brand” «capace di rappresentare Ancona con un’immagine condivisa e non come un’etichetta commerciale», spiega l’amministrazione. Gli step per la sua realizzazione partono con un nuovo portale dedicato al turismo, operativo da fine maggio/inizi giugno, la riapertura dell’edicola-Iat di piazza Roma il prossimo mese (la gara per individuare la nuova gestione è in corso di espletamento), ed una segnaletica ad hoc per illustrare gli itinerari più belli della città. Per quest’ultimo tassello, la Direzione Turismo sta lavorando all’incarico di progettazione, fornitura e montaggio.

Anfiteatro romano

Sono già stati effettuati i primi sopralluoghi e redatto il progetto di massima, che prevede l’inserimento di mappe non invasive lungo gli itinerari turistici, e mappe più grandi nei luoghi di arrivo dei turisti (porto, stazione, parcheggi, ecc.). La grafica ed i percorsi saranno allineati con tutto il resto del materiale in corso di produzione, in particolare con l’app dedicata ai turisti che sarà disponibile attraverso il sito. Per quanto riguarda il nuovo portale – la cui realizzazione è stata affidata con bando pubblico alla Vanilla Marketing –, oltre a fornire tutte le informazioni turistiche necessarie per chi vuole organizzare una vacanza ad Ancona, conterrà video sui temi dedicati alla città, alla sua bellezza ed alle sue origini, raccolte di immagini delle location più suggestive e metterà a disposizione dei visitatori una web app da cellulare, con i percorsi suggeriti, tempo di percorrenza, monumenti importanti da visitare con foto, descrizione in italiano e inglese, e audio guida in italiano e inglese. Questi percorsi saranno coerenti con la segnaletica turistica in corso di realizzazione. «Il rilancio della progettualità sul turismo per Ancona è un modo concreto per pensare alla ripartenza – il commento di Mancinelli – . Un progetto deve avere un’anima e le basi concrete per essere realizzabile: indicare i luoghi del cuore è uno dei modi per coinvolgere anche empaticamente la città».

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