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La stagione estiva è salva:
riapre la chiesetta di Portonovo

ANCONA - La Soprintendenza ha bruciato i tempi dell’iter per definire i lavori necessari ad evitare in modo risolutivo il rischio di infiltrazioni d’acqua e, soprattutto ha deciso che il relativo cantiere si avvierà con la possibilità di consentire contestualmente l’accesso e le visite guidate
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La chiesa di Santa Maria di Portonovo.

 

di Giampaolo Milzi

Splende finalmente l’estate anche per la magnifica chiesa di Santa Maria di Portonovo, che sarà riaperta al pubblico agli inizi della prossima settimana, forse già da lunedì. La Soprintendenza ha infatti “bruciato i tempi” dell’iter per definire innanzitutto i lavori necessari ad evitare in modo risolutivo il rischio di infiltrazioni d’acqua e, soprattutto ha deciso che il relativo cantiere – che sarà attivato entro fine giugno – sarà operativo in modo compartimentato, per stralci, e chiuso entro fine anno, con la possibilità di consentire contestualmente l’accesso e le visite guidate.  A fine aprile la stessa Soprintendenza aveva disposto la “momentanea” interdizione al pubblico del più bell’esempio di architettura romanica di tipo lombardo presente lungo l’Adriatico, gestito dall’associazione Italia Nostra.  Ieri il responsabile di zona della Soprintendenza unica delle Marche (settore Beni monumentali e architettonici), assieme a due colleghi funzionari, ha compiuto un sopralluogo sul posto. Al quale seguirà quello degli esperti di due aziende, una edile e l’altra specializzata in restauri, incaricate dei lavori che eseguiranno in piena sincronia e collaborazione. Il sopralluogo è stato utile per affrontare e risolvere due situazioni problematiche: il forte danneggiamento degli infissi interni nell’area del tiburio (cupola), fonti delle infiltrazioni d’acqua e umidità che avevano danneggiato parti delle mura; il deterioramento di alcuni parametri lapidei in pietra bianca della facciata esterna principale (dovuti ad agenti marini come la salsedine che li hanno vistosamente anneriti) e lo sgretolamento progressivo di altri parametri in pietra in particolare nella zona absidale. Oggi i tecnici dell’azienda edile hanno compiuto un monitoraggio sugli infissi e quindi valuteranno se sostituirli o restaurarli. Poi sarà subito il turno di una petrofaga, chiamata ad indagare sui parametri interni e ed esterni “ammalati” e a dare indicazioni sul tipo di intervento di ripristino. Un’operazione di risanamento, dunque, quasi complessiva e, va sottolineato, finanziata concretamente, con la liquidazione da parte del Ministero della Cultura (Mic) di 150mila euro alla Soprintendenza, tramite Segretariato generale delle Marche.

La chiesetta Santa Maria di Portonovo

Ed era stata proprio la mancata certezza dello stanziamento concreto di quei fondi, pur richiesto fin dal dicembre 2020 dalla Soprintendenza, a spingere la stessa a decidere lo stop alla riapertura di Santa Maria il 28 aprile scorso. Decisione che era stata comunicata ad Italia Nostra dalla Soprintendenza proprio la mattina di quel giorno, quando i membri dell’associazione erano pronti, come precedentemente concertato, ad inaugurare la stagione di visite, accessi e funzioni religiose. Una doccia gelata quanto inattesa. Il 10 giugno, nel corso di una conferenza stampa indetta in occasione della inaugurazione della nuova sede sociale ad Ancona in via Indipendenza 9, il presidente della sezione locale di Italia Nostra, Maurizio Sebastiani, e altri membri del direttivo, temendo un aleatorio e lungo protrarsi dell’inizio dei lavori, avevano auspicato che la chiesa potesse nel frattempo essere visitabile. In quanto, pur riguardando quei lavori «il cambio di infissi per cercare di risolvere in modo definitivo il problema dell’umidità e di infiltrazioni d’acqua», grazie al «parere dei tecnici coinvolti dall’associazione non esistono motivazioni riguardanti problemi di sicurezza o di imminenti cedimenti». Quello del rammarico e dei solleciti alla Soprintendenza era diventato un coro a più voci, in cui si erano inseriti gli appelli del presidente dell’ente Parco del Conero, Daniele Silvetti, e il direttore di Confcommercio, Massimiliano Polacco. La notizia di oggi della imminente riapertura della chiesa e l’assicurazione da parte della Soprintendenza che le modalità del cantiere non pregiudicheranno alcuna attività pubblica all’interno e all’esterno chiudono definitivamente la querelle. «Abbiamo agito in modo responsabile, chiesto e ottenuto i fondi necessari dal Ministero nel più breve tempo possibile, anche per evitare che dovesse in qualche modo ripetersi ciò che è accaduto nel settembre 2020, quando in occasione delle Giornate europee della cultura fortissime precipitazioni avevano determinato una pioggia anche all’interno della chiesa proprio quando erano in corso visite guidate» hanno fatto sapere dalla Soprintendenza. Già le visite guidate, richiestissime. Basta pensare che il gioiello sacro della baia di Portonovo aveva fatto registrare 15mila visitatori nel 2019 e 15mila l’anno scorso nonostante l’emergenza sanitaria da Covid. Nel 2020 la chiesa di Santa Maria era stata aperta in estate da mercoledì 3 giugno fino a martedì 15 settembre 2020 per 15 ore settimanali, nei giorni, di norma, di mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 16,30 alle 19,30. Pochi giorni in più dello stesso calendario che Italia Nostra ora fisserà per questa estate.

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