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Tentato omicidio a Marina Dorica:
«Indagato consapevole delle sue azioni»

ANCONA - L'esito della perizia sul 24enne algerino arrestato lo scorso 17 agosto dopo aver aggredito un diportista al porticciolo turistico, cercando di affogarlo, per poi rincorrere con un bastone uno scooterista in via Mattei e piombare a casa di una famiglia, a Posatora. Il nordafricano è socialmente pericoloso e al momento dei fatti la capacità di intendere e volere era solo parzialmente compromessa
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Un momento dell’arresto

 

Una capacità di intendere e volere non compromessa, ma pregiudicata solamente in parte. E’ l’esito della perizia psichiatrica eseguita sul 24enne algerino arrestato dalla polizia nella mattina dello scorso 17 agosto dopo aver seminato il panico tra Marina Dorica e Posatora. L’uomo si trova ancora in carcere con l’accusa di tentato omicidio per aver cercato di affogare, al porticciolo turistico, un diportista umbro, dopo averlo preso a pugni e avergli chiesto: “Sei cristiano'”. L’arresto era avvenuto a Posatora: il nordafricano, per scappare alle ricerche degli investigatori, si era introdotto nell’appartamento di una famiglia intenta a consumare il pranzo. Impugnava un bastone e in tutti i modi si era opposto alla manette della polizia. Dopo una prima visita psichiatrica all’ospedale di Torrette, era stato portato a Montacuto. Stando alla risultanze della relazione chiesta dal pm Rosario Lioniello, quel 17 agosto l’algerino era consapevole delle azioni che stava portando avanti. La capacità di intendere e di volere sarebbe stata compromessa solo in parte, da un disturbo antisociale e di personalità. Il perito ha anche ravvisato una persistente pericolosità sociale: l’algerino potrebbe commettere altri reati. Stando alla perizia, il 24enne era consapevole della valenza giuridica degli atti via via commessi, tanto che per spirito conservativo aveva tentato la fuga, da Marina Dorica a Posatora, passando per via Mattei, dove aveva cercato di speronare uno scooterista. Nessun vizio di mente, dunque, per il 24enne che dopo essere fuggito da Marina Dorica aveva urlato a chiunque gli si parasse davanti: “Alla Akbar”. Nel suo zainetto erano stati trovati un foglio in arabo, un Corano e dieci euro. Tutto materiale finito nelle mani della Digos. Non sarebbe stata trovata alcuna pista per collegare l’algerino all’estremismo islamico.

Tentato omicidio a Marina Dorica: disposta la perizia psichiatrica

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