«La mia barca è affondata nel porto
ma le mareggiate erano prevedibili»

NUMANA - Il natante dell'osimano Simone Sanseverinati è stato recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco venerdì scorso. «Nelle ore dell’emergenza non c’erano nessuna impresa o tecnico nell’area portuale che potessero aiutarmi. La colpa per l’assenza di sicurezza e soprattutto di prevenzione, non può essere addossata solo ai diportisti: se ci fosse stato un supervisore si sarebbero potuti evitare il danno e anche i costi d'intervento della Capitaneria e dei pompieri» sottolinea

I sommozzatori al lavoro nel porto di Numana per recuperare il natante dell’osimano affondato dopo le mareggiate

 

La sua barca è affondata nel porto di Numana, la mattina di giovedì 7 ottobre, sotto la furia del vento e delle mareggiate sbattendo con le altre più grandi che erano ormeggiate affianco. Il natante è stato recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco venerdì mattina, 8 ottobre. Adesso l’osimano Simone Sanseverinati conta i danni per decine di migliaia di euro e racconta una ‘disavventura’ che, a suo giudizio, poteva essere evitata.

Il porto di Numana la notte della mareggiata

«Dopo quello che è accaduto, sembra che il problema sia solo mi e questo è quello che più mi dà fastidio. – sottolinea – Sono rimasto tutta la giornata fino alla notte al freddo cercando una soluzione per evitare che la barca si inabissassse. Nel porto di Numana però non c’era nessuna impresa o tecnico che potessero aiutarmi ad evitare il peggio. Mi domando: come si può lasciare uno specchio d’acqua incustodito o in autogestione in una situazione di emergenza maltempo, con all’interno ancora la presenza del 90% delle barche con regolare contratto di ormeggio? Perché anche la notte dopo la tempesta il porto di Numana era ancora pieno di barche. E’ vero che da contratto la stagione terminava il 30 settembre, ma con quali modalità si sarebbero dovute sgomberare le imbarcazioni in così pochi giorni? Tra manifestazioni, gare che svolgono all’interno del porto, spazi di manovra limitati, sarebbe stato possibile farlo con una cadenza al massimo di 3 -4 natanti al giorno. Il maltempo è arrivato prima che il porto si svuotasse, ed era prevedibile. La colpa per l’assenza di sicurezza e soprattutto di prevenzione, non può essere addossata solo ai diportisti».

Ancora un’immagine del recupero dell’ibarcazione affondata nell’area portuale di Numana

Sanseverinati ci tiene a precisare che la sua famiglia ha scelto da sempre Numana per le sue vacanze. «E’ bella e la bellezza ha i suoi costi da pagare, ne sono consapevole. Ritengo che il porto, dove ormeggio e che frequento da una vita, possa risolvere i suoi deficit, intanto magari non sospendendo in situazioni di pericolo i servizi di responsabilità. Il Comune dovrebbe poter colmare questa carenza. Oggi questo porto turistico è gestito da 3 differenti strutture, che, temo, non colloquiano troppo, e questo può generare azioni disomogenee. Se invece esistesse un controllo super partes nell’area portuale, un responsabile della sicurezza, forse questo dialogo a tre sarebbe facilitato. Anche le piú piccole aziende oggi in Italia hanno obbligo di assumerne uno. Le mie riflessioni vogliono essere costruttive, non un attacco a persone o autorità. Anzi voglio ringraziare la Guardia Costiera e soprattutto i Vigili del Fuoco, che sono stati entrambi impeccabili e magistrali nelle operazioni di soccorso. Mi hanno aiutato con tutti i mezzi a loro disposizione. Ritengo però che si sarebbero potuti evitare anche i costi e l’impegno spesi per recuperare la mia barca, se solo l’organizzazione portuale fosse stata pronta ad affrontare questa situazione di emergenza. La sicurezza delle barche ormeggiate, a mio parere, deve diventare in futuro una priorità. In quest’ottica, per parlarne, ho chiesto un incontro al sindaco».

 

Maltempo e mareggiate, barca affonda nel porto turistico

 

 

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